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Malloreddus alla Campidanese

Gli gnocchetti sardi allo zafferano in un ragù di salsiccia e pomodoro, completati con pecorino sardo: il piatto dei giorni di festa della pianura del Campidano.

Questa versione mette lo zafferano nell’impasto, così ogni conchiglia dorata porta il profumo e il ragù resta una questione di salsiccia, vino e pomodoro. Il passaggio da prendere sul serio è la rosolatura del punto 3: è la salsiccia ben colorita a dare profondità al sugo. Chiudete con il Pecorino Sardo, non con il Romano: è più dolce e rotondo, ed è il formaggio dell’isola.

In anticipo I malloreddus si possono formare al mattino e lasciare asciugare sulla semola, e il ragù si può preparare il giorno prima: in frigorifero si conserva benissimo.

Preparazione
55 min
Cottura
50 min
Riposo
20 min
Porzioni
4
Difficoltà
Media

Malloreddus alla Campidanese

Preparazione 55 min · Cottura 50 min · Riposo 20 min · Porzioni 4 · Difficoltà Media

Procedimento

  1. Sciogliete lo zafferano in 200 ml di acqua tiepida, poi impastatelo con la semola e un pizzico di sale fino a ottenere un impasto sodo e dorato. Lasciate riposare 20 minuti.

    30 min

  2. Formate dei cordoncini sottili, tagliateli in pezzetti grandi come un cece e trascinate ciascuno con il pollice su una tavoletta rigagnocchi o su un cestino intrecciato, fino a ottenere una conchiglia rigata. Lasciateli asciugare sulla semola.

    40 min

  3. Fate appassire la cipolla e l’aglio nell’olio; aggiungete la salsiccia sbriciolata e rosolatela bene, sgranandola finemente.

    10 min

  4. Sfumate con il vino e lasciatelo evaporare; unite i pomodori, il finocchietto, sale e pepe.

    5 min

  5. Fate sobbollire il ragù dolcemente, senza coperchio, finché è denso e color mattone, circa 30 minuti.

    30 min

  6. Lessate i malloreddus in abbondante acqua salata finché vengono a galla, più un minuto, da 6 a 8 minuti; devono restare piacevolmente tenaci.

    8 min

  7. Saltate pasta e ragù con un goccio di acqua di cottura e metà del pecorino. Impiattate sotto il formaggio rimasto, a cumuli e non a spolverate.

    2 min

Consigli in cucina

Lo zafferano nell’impasto, il metodo più antico. È il metodo più antico: lo zafferano sciolto e impastato direttamente nella pasta, mentre molti cuochi oggi lo aggiungono al ragù. Entrambi sono tecniche autentiche del Campidano; fate sciogliere bene i pistilli, altrimenti l’oro si distribuisce a striature.

Rosolate la salsiccia senza pietà. La profondità del ragù si costruisce nei minuti di rosolatura. Salsiccia pallida, sugo rosato; salsiccia ben bronzata, campidanese vera.

Una foglia di alloro fatta sobbollire nel ragù è un tocco tradizionale che alcuni cuochi usano per un aroma più profondo; potete ometterla se preferite un sugo più semplice. In ogni caso il pecorino deve essere sardo, non romano: più rotondo, più dolce, fedele all’isola.

Sardegna

I malloreddus vengono dal Medio Campidano, nel sud-ovest della Sardegna, e alla campidanese sono il primo piatto per eccellenza di matrimoni e feste di paese. Anche lo zafferano è di qui: lo Zafferano di Sardegna DOP si coltiva quasi solo a San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca, che ogni autunno lo celebrano con una sagra.

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