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Fonduta Valdostana

La crema fusa di Fontina della Valle d’Aosta, addensata con i tuorli anziché con l’amido, servita calda con il pane o versata sulla polenta.

Due cose fanno di questa una vera fonduta: la Fontina lasciata in ammollo nel latte prima di toccare il calore, e i tuorli, non l’amido, per addensarla. L’ammollo permette al formaggio di sciogliersi in crema invece di separarsi, e il bagnomaria appena sobbollente evita che i tuorli si rapprendano. Mescolate piano e non lasciate mai bollire l’acqua sotto: la ricetta è tutta in questa pazienza.

In anticipo Affettate la Fontina e mettetela in ammollo nel latte la sera prima, in frigorifero; la fonduta vera e propria si prepara all’ultimo momento.

Preparazione
15 min
Cottura
20 min
Riposo
2 h
Porzioni
4
Difficoltà
Media

Fonduta Valdostana

Preparazione 15 min · Cottura 20 min · Riposo 2 h · Porzioni 4 · Difficoltà Media

Procedimento

  1. Tagliate la Fontina a fettine sottili, disponetela in una ciotola e copritela di latte. Lasciate riposare 2 ore a temperatura ambiente, in un luogo fresco (o per una notte in frigorifero).

    2 h

  2. Appoggiate una ciotola resistente al calore su una pentola d’acqua che sobbolle appena e fatevi sciogliere il burro.

    3 min

  3. Unite il formaggio ammollato con circa metà del suo latte. Mescolate lentamente con un cucchiaio di legno mentre fonde in una massa densa e filante. Pazienza: l’acqua sotto non deve mai bollire.

    8 min

  4. Sbattete i tuorli con il latte d’ammollo rimasto, poi incorporateli al formaggio. Continuate a mescolare delicatamente finché i fili non si distendono in una crema lucida e fluida che vela il cucchiaio.

    8 min

  5. Insaporite con un soffio di pepe e, solo se serve, con il sale.

    1 min

  6. Versate in ciotole calde e servite subito con pane tostato, patate lesse o polenta morbida.

Consigli in cucina

L’ammollo è indispensabile. La Fontina ammollata nel latte si scioglie in crema; quella asciutta si separa in olio e cagliata. Se avete saltato l’ammollo, ricominciate da capo invece di ostinarvi.

Tuorli, fuoco basso, mani lente. I tuorli addensano alle temperature di una crema inglese. Se la ciotola diventa troppo calda da toccare, sollevatela dall’acqua e continuate a mescolare.

A fine autunno, i ristoranti valdostani completano la fonduta con lamelle di tartufo bianco del vicino Piemonte. Un pizzico di onestà, tartufo a parte: è splendida anche al naturale.

Valle d'Aosta

In Valle d’Aosta la fonduta è un piatto d’inverno, fatto per scaldare le sere fredde e portato in tavola con pane, polenta o patate. Tutto si regge sulla Fontina DOP, che si produce soltanto in Valle, con latte crudo di una sola mungitura.

La guida della Valle d'Aosta

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