Salta al contenuto

Trevi, in breve.

Olio d'oliva, vedute dall'alto sugli oliveti.

Avvolta a spirale su un colle sopra un mare di oliveti argentei, Trevi è uno dei grandi nomi dell'olio umbro.

Le sue vie medievali a gradoni si aprono su ampie vedute della valle spoletina.

Trevi: città di colle e comune di valle

Trevi non è soltanto il nucleo compatto di pietra che sale sopra la Valle Umbra. Il comune si estende per circa 70 chilometri quadrati, dalla pianura ai versanti olivati e alle località di montagna, e gli strumenti urbanistici distinguono il centro storico, la fascia montana, gli insediamenti collinari, la pianura pedecollinare e la pianura aperta.

Questa geografia ampia conta fin dal primo minuto. Il capoluogo sta su un contrafforte del Monte Serano, mentre Borgo Trevi e la stazione ferroviaria sono molto più in basso. Nel mezzo si distribuiscono Bovara, Cannaiola, Coste, Manciano, Matigge, Picciche, Pigge, San Lorenzo, Santa Maria in Valle e Parrano, ciascuna con il proprio carattere.

Il repertorio paesaggistico regionale descrive due Trevi collegate: i centri collinari e gli oliveti di versante verso Campello, e la piana bonificata verso Spoleto con campi, acque e Sedano nero. Il centro storico è il belvedere migliore su tutto questo.

Trebiae e la via Flaminia

La città romana di Trebiae, come la chiamano di solito gli studiosi, è l'antenata della Trevi attuale e non lo stesso luogo: un livello archeologico e storico che si legge nella pietra più che sui cartelli.

La Soprintendenza data al I secolo a.C. la cinta muraria continua attorno al colle. In pianura, i ritrovamenti a Santa Maria di Pietrarossa aiutano a ricostruire la via Flaminia tra Spoleto e Forum Flaminii, un corridoio stradale che va ben oltre i confini di Trevi.

Mura, porte e centro civico

Le mura di Trevi sono un sistema, non un singolo monumento. Piccoli blocchi di calcare locale sono disposti in filari orizzontali e circa tre quarti del tracciato si possono ancora seguire. Tre aperture appartengono alla cinta romana, mentre le porte medievali del Bruscito, del Cieco e di San Fabiano e l'Arco del Mostaccio aggiungono capitoli più tardi alla stessa passeggiata.

Piazza Mazzini e il Palazzo Comunale sono il cuore civico della parte alta. La passeggiata panoramica pianeggiante, di circa 800 metri, è un sollievo dopo i vicoli ripidi.

Il complesso di San Francesco

Il Complesso Museale di San Francesco occupa un ex convento iniziato nel XIII secolo e ricostruito e decorato nella prima metà del XVII. Il chiostro conserva le storie di san Francesco dipinte da Bernardino Gagliardi. Sotto lo stesso tetto si trovano la Raccolta d'arte di San Francesco, una sezione archeologica, il Museo della Civiltà dell'Ulivo e la chiesa di San Francesco.

La sezione archeologica occupa tre sale con materiali italici e romani e con i corredi della necropoli longobarda vicina a Pietrarossa, un bel legame con la valle sotto la città.

La raccolta d'arte si è formata anche con la riorganizzazione del patrimonio ecclesiastico dopo l'Unità. Le fonti ufficiali segnalano il gonfalone della Madonna della Misericordia, l'Incoronazione della Vergine del 1522 di Giovanni di Pietro detto Lo Spagna e l'Assunzione della Vergine di Alessandro Turchi.

Il Museo della Civiltà dell'Ulivo racconta l'olivo con pannelli, reperti archeologici e macchine olearie, dalla coltivazione alla lavorazione fino alla lunga storia sociale dell'olio. È la preparazione ideale agli oliveti che si incontrano fuori città.

Sant'Emiliano: chiesa, reliquie e tradizione viva

Sant'Emiliano è una chiesa parrocchiale e un luogo di culto vivo, parte della Pievania del beato Pietro Bonilli insieme ad altre parrocchie del territorio trevano.

L'Archidiocesi presenta la vita di sant'Emiliano come tradizione agiografica: un vescovo armeno con una missione a Trebia Matusca, morto martire. È storia devozionale, raccontata come la comunità la crede e la ricorda.

Ogni gennaio la città onora il patrono con la processione della statua dopo i vespri. La statua in legno di tiglio è opera del 1753 di Pietro Epifani da Foligno; secondo l'Archidiocesi le reliquie riposano sotto l'altare maggiore, con un cippo legato al loro ritrovamento riferito nel 1660.

Madonna delle Lacrime e le opere in situ

Il santuario della Madonna delle Lacrime sorge appena fuori dal nucleo alto. L'interpretazione regionale lega la costruzione a un'immagine devozionale e a un miracolo riferito del 1485, con completamento nel 1522. Ha un portale rinascimentale di Giovanni di Giampietro e cappelle decorate da Perugino e dallo Spagna, tra cui l'Adorazione dei Magi del 1521 di Perugino con i santi Pietro e Paolo.

Alcune opere della raccolta di San Francesco provengono da ambienti ecclesiastici come questo, e così santuario e museo formano una coppia naturale.

Il cippo della Lex Luci da Picciche

Uno degli oggetti più affascinanti legati a Trevi oggi si trova altrove. Il Museo Archeologico Nazionale di Spoleto conserva due cippi in calcare con la Lex Luci Spoletina in latino arcaico, norme e sanzioni a tutela di un bosco sacro a Giove. Uno venne alla luce nel 1879 a San Quirico, a Castel Ritaldi. L'altro fu trovato nel 1913 riutilizzato nella parte alta dell'antica chiesa di Santo Stefano a Picciche, nel comune di Trevi.

Gli originali sono esposti e interpretati a Spoleto: Picciche è dunque la storia del ritrovamento, non il luogo dove vedere la pietra.

L'archivio storico

L'archivio storico di Trevi conserva carte comunali precedenti e successive all'Unità d'Italia, insieme all'archivio del convento della Madonna delle Lacrime.

Il paesaggio olivato: FAO, registro nazionale ed ecomuseo

Gli oliveti dei versanti tra Assisi e Spoleto sono un Sistema del Patrimonio Agricolo di Importanza Mondiale FAO dal 2018. La FAO ricorda terrazzamenti tradizionali, varietà locali di olivo, agricoltura familiare, biodiversità e una gestione attenta di suolo e acqua. Trevi condivide questo paesaggio con i comuni vicini.

La storia è profonda: la FAO ricorda noccioli di oliva in tombe etrusche del VII secolo a.C. e frantoi romani del I secolo d.C. ancora visibili nell'area. I versanti conservano tre tipi di terrazzamento, muri a secco, ciglioni in terra e lunette in pietra a secco, tra circa 200 e 600 metri. Le cultivar principali sono Moraiolo, Frantoio e Leccino, e la raccolta si fa ancora a mano con le reti, con potatura a vaso aperto.

In tutta l'Umbria l'olivicoltura copre circa 27.000 ettari e circa 5,5 milioni di alberi, con 270 frantoi che producono tra 5.500 e 11.000 tonnellate di olio l'anno.

La stessa fascia è entrata nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici nel 2018, su iniziativa di un gruppo di comuni che comprende Trevi, Assisi, Spello, Foligno, Campello sul Clitunno e Spoleto.

L'Ecomuseo del Paesaggio Olivato e dell'Olio di Trevi copre un'area olivata di circa 20 chilometri quadrati, che sale dal fondovalle e circonda il centro storico.

Olio DOP Umbria e Colli Assisi Spoleto

Umbria è una denominazione di origine protetta dell'olio extravergine e le etichette riportano una delle cinque menzioni geografiche. La menzione Colli Assisi Spoleto comprende l'intero comune di Trevi e richiede almeno il 60 per cento di Moraiolo, con Leccino e Frantoio insieme fino al 30 per cento e altre varietà fino al 10 per cento.

Sedano nero di Trevi

Il Sedano nero di Trevi è un prodotto agroalimentare tradizionale umbro e una risorsa della biodiversità agricola nazionale. La scheda regionale indica Trevi come territorio di produzione e descrive semina in semenzaio ad aprile, trapianto a maggio o giugno, imbianchimento dalla seconda decade di settembre e raccolta da metà ottobre a dicembre inoltrato.

Cresce nella piana bonificata e non sul colle: un buon motivo per scendere dal centro storico.

I vicini del Clitunno

Le acque del Clitunno aiutano a capire la pianura, l'agricoltura e i collegamenti tra Trevi e i vicini a sud. Il Tempietto sul Clitunno sorge però a Pissignano, nel comune di Campello sul Clitunno, come componente del bene seriale UNESCO I Longobardi in Italia. I luoghi del potere.

Arrivo e passeggiate

La stazione ferroviaria di Trevi si trova nella valle bassa e non alle porte del centro storico, quindi la salita verso la città vecchia è un passaggio distinto dal viaggio in treno. Conviene informarsi presso il gestore ferroviario e il comune prima di partire.

Il comune elenca il Sentiero degli Ulivi, i percorsi tra le chiese rurali, gli itinerari di crinale e la ciclovia Assisi-Spoleto. Nel centro storico strade ripide, lastricato e scale dettano il passo.

Una lettera dall’Italia, una volta al mese.

I luoghi, le tavole e gli artigiani che per noi valgono il vostro tempo. Una sola email, niente rumore.

Una lettera al mese. Potete disiscrivervi in qualsiasi momento. Non condividiamo mai il vostro indirizzo.

Aiutaci a fare meglio

Di che cosa si tratta?