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Foligno, in breve.

Prima Divina Commedia a stampa, Giostra della Quintana.

Adagiata nella piana dove si incontrano le valli umbre, Foligno stampò nel 1472 la prima edizione della Divina Commedia di Dante.

Ogni estate rievoca lo sfarzo barocco della Giostra della Quintana, una giostra cavalleresca in costume.

Foligno in uno sguardo

Foligno, in provincia di Perugia, si capisce meglio su due scale insieme. Il centro storico compatto sorge nella pianura del Topino, ma lo stesso territorio comunale risale verso est lungo la valle del Menotre e l'Appennino fino a Colfiorito. Una mattina in piazza della Repubblica e una giornata tra gli abitati d'altopiano non sono esperienze equivalenti. Distanze, quote, trasporti, meteo, accesso e servizi cambiano nettamente.

Soprattutto, Foligno è più del suo centro. Colfiorito, Annifo, Casenove, Pale, Rasiglia, Sant'Eraclio, Scopoli, Verchiano e numerosi nuclei minori appartengono a un territorio ampio e diverso, con decine di centri residenti. Sono comunità, non periferie decorative.

Il servizio turistico comunale considera come un unico ambito la Valle Umbra di nove comuni: Foligno, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Nocera Umbra, Sellano, Spello, Trevi e Valtopina. È un confine di servizio turistico, non un'unica regione storica, culturale o paesaggistica.

Fulginiae antica

Fulginiae è collegata alla Foligno moderna, ma non coincide con il comune attuale o con il centro medievale. La Soprintendenza colloca l'insediamento romano su una diramazione della Via Flaminia che da Narni, passando per Spoleto, raggiungeva Forum Flaminii. Descrive un centro di pianura nel territorio dei Fulginates, con siti fortificati precedenti sulle alture orientali e un'area urbana romana ricostruita attraverso necropoli, abitazioni, tracce stradali, fotografie aeree e zona dell'anfiteatro.

Questa distinzione cambia la visita. La concentrazione di reperti intorno a Santa Maria in Campis e nella pianura non rende ogni strada dentro le mura successive un monumento romano visibile, e un blocco di reimpiego non prova da solo l'identità antica di un edificio. Il museo archeologico di Palazzo Trinci offre la sequenza generale.

La grande necropoli di Santa Maria in Campis è decisiva per ricostruire la città romana. I corredi sono fonti per la storia sociale e urbana, ma un gruppo rinvenuto lì non è automaticamente esposto a Palazzo Trinci.

Piazza della Repubblica come sistema civico

Piazza della Repubblica riunisce diverse istituzioni distinte. Palazzo Trinci fu residenza della famiglia al governo dal 1305 al 1439; dopo la fine della dinastia ospitò il Governatorato Apostolico fino al 1860. La facciata attuale appartiene alla ricostruzione successiva al sisma del 1832, mentre cortile, scala gotica, collegamenti sospesi, sale e collezioni conservano altre fasi. Palazzo Comunale, Cattedrale di San Feliciano, Palazzo delle Canoniche e Palazzo Orfini hanno funzioni, proprietà, ingressi e regole proprie.

Dentro Palazzo Trinci il programma tardogotico è una destinazione autonoma. Loggia di Romolo e Remo, Arti liberali e Pianeti, Età dell'uomo ed eroi, Sala dei Giganti formano cicli collegati che l'interpretazione comunale associa a Gentile da Fabriano e collaboratori. Il ciclo firmato da Ottaviano Nelli nella cappella appartiene a un'altra commissione. Il palazzo contiene inoltre Pinacoteca Civica, Museo Archeologico, Museo dell'Istituzione Comunale e Museo Multimediale dei Tornei, delle Giostre e dei Giochi.

Cattedrale, cripta, museo e oggetti sacri

La Cattedrale di San Feliciano è una chiesa viva, non solo una facciata sulla piazza. La scheda comunale descrive due facciate, materia romanica, interventi successivi e interno neoclassico associato a Giuseppe Piermarini.

Cattedrale, Cripta di San Feliciano, Palazzo delle Canoniche e Museo Capitolare Diocesano sono luoghi distinti. Il museo presenta circa quaranta opere e racconta le fasi romanica, rinascimentale, barocca e neoclassica del duomo. Tra i beni nominati figurano una statua lignea quattrocentesca di San Feliciano, due busti Roscioli legati alla bottega di Bernini, una stauroteca in cristallo di rocca, argenti e un ostensorio progettato da Pietro da Cortona.

Il culto di San Feliciano appartiene alla storia istituzionale del duomo più che all'archeologia, e accesso al culto e ingresso museale sono cose distinte.

Stampa, carta e Dante

La storia tipografica di Foligno porta con sé una questione di data. Le fonti comunali datano tradizionalmente all'11 aprile 1472 il completamento della prima edizione a stampa della Commedia di Dante da parte di Johann Numeister ed Evangelista Angelini nel contesto della bottega di Emiliano Orfini. Il materiale comunale sull'Editio Princeps segnala anche una recente proposta del 5-6 aprile. Entrambe le datazioni appartengono alla storia di Palazzo Orfini e dell'economia tipografica cittadina, non dimostrano che Dante abbia visitato o citato Foligno.

Il Museo della Stampa occupa Palazzo Orfini. Il percorso tratta carta ed editoria, ricostruzione di un torchio quattrocentesco, filigrane, matrici, giornali e tradizione dei lunari. Il museo conserva una carta della Commedia del 1472 con il canto XI del Paradiso, non una copia completa folignate dell'edizione. La Biblioteca comunale conserva separatamente un fondo dantesco di oltre 300 edizioni.

Conta anche il rapporto con la valle del Menotre. Il museo interpreta la produzione cartaria che utilizzava l'acqua della valle e collegava editoria urbana e abitati montani. Rasiglia e Pale, descritte più avanti, proseguono questa storia di acqua e carta.

La Quintana

La Giostra della Quintana è una tradizione civica viva organizzata dall'Ente Autonomo Giostra della Quintana, associazione riconosciuta i cui soci sono i dieci rioni di Foligno.

Palazzo Candiotti è edificio storico e sede dell'Ente. Dal 2021 ospita un museo interattivo della Quintana con multimedia, realtà aumentata e virtuale. Il museo completa, senza sostituirlo, l'evento dal vivo.

La Quintana è il Palio che i dieci rioni di Foligno si contendono due volte l'anno, a giugno e a settembre, dal 1946, con corteo, appuntamenti in ogni rione e giostra al Campo de li Giochi.

Foligno contemporanea

L'identità culturale non termina con i Trinci. Il Centro Italiano Arte Contemporanea, istituito nel 2009, utilizza due sedi: edificio CIAC ed ex chiesa della Santissima Trinità in Annunziata. La sede principale presenta mostre variabili e una collezione permanente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. L'ex chiesa è sede monografica di Calamita Cosmica di Gino De Dominicis. Le due sedi sono edifici distinti, con programmi e collezioni propri.

Calamita Cosmica, opera lunga 24 metri in forma di enorme scheletro umano con becco d'uccello e asta di ferro dorata, occupa l'ex chiesa. Il Comune identifica la Fondazione come proprietaria e l'ex chiesa come sede permanente.

L'Oratorio della Nunziatella offre un'altra relazione tra edificio e opera in situ. Il santuario civico contiene il Battesimo di Gesù del Perugino, l'Annunciazione della tradizione fondativa e altri affreschi e altari. Il Comune presenta la lacrimazione come evento miracoloso riferito dalla tradizione, non come fatto materiale verificabile.

La Madonna di Foligno di Raffaello ricorda che provenienza non significa collocazione. Il catalogo vaticano registra la commissione del 1511 per Santa Maria in Aracoeli a Roma, il passaggio al monastero di Sant'Anna a Foligno nel 1565, il trasferimento a Parigi nel 1797, il ritorno a Roma nel 1816 e la collocazione attuale nella Pinacoteca Vaticana. Titolo e provenienza folignate non significano esposizione a Foligno.

Colfiorito e l'altopiano

Colfiorito è un abitato e base di visita comunale, non il sinonimo di tutto l'altopiano. I Piani di Colfiorito comprendono sette conche carsiche in un sistema appenninico tra Umbria e Marche. La palude, il parco regionale, il sito Ramsar, i musei naturalistico e archeologico, l'abitato moderno e gli edifici dell'ex campo sono luoghi distinti.

Ramsar è una designazione internazionale di zona umida, non un'iscrizione al Patrimonio Mondiale UNESCO. L'identità ufficiale è Palude di Colfiorito, sito 122, designato il 14 dicembre 1976 e registrato con 157 ettari. Il parco regionale ha identità legale diversa e superficie dichiarata di 338 ettari. Palude permanente, altopiano e confine del parco non condividono una misura unica.

Il Comune pubblica tre itinerari del parco e un anello ciclabile più lungo. L'itinerario della palude è di circa 5 chilometri con 50 metri di dislivello, quello del castelliere di 4 chilometri con 180 metri, quello del monte di 11 chilometri con 120 metri. Si resta sui percorsi pubblici senza entrare nei campi o nell'habitat per fotografare.

Plestia e il confine regionale

L'antica Plestia si estende oltre un confine moderno. La Soprintendenza documenta occupazione dell'età del ferro, Plestini, santuario di Cupra, monumentalizzazione romana, mosaici di domus e strutture pubbliche intorno a Santa Maria di Pistia. Registra inoltre scavi distinti nel territorio di Colfiorito di Foligno.

Il Comune di Serravalle di Chienti descrive l'area urbana intorno a Santa Maria di Plestia come divisa dall'attuale confine Perugia-Macerata e Umbria-Marche, con strutture pubbliche scavate sul lato marchigiano. La città antica si trova dunque a cavallo di un confine regionale.

Il Museo Archeologico di Colfiorito è un'istituzione separata nell'abitato. Interpreta i Plestini con circa 1.450 oggetti da insediamenti, santuari, sepolture e città romana. Fra i pezzi più importanti figurano quattro lamine votive dedicate a Cupra, tombe ricostruite, un lapidario, gruppi con veicoli e reperti da Monte Orve.

Le ex Casermette conservano anche storia novecentesca. Il Memoriale di Colfiorito interpreta il campo di concentramento fascista attivo dal 1939 al 1944 con fotografie, documenti, testimonianze e un edificio del campo. È un'istituzione distinta dai musei archeologico e naturalistico, anche se condividono parte della stessa base di visita.

Abbazia, valle e abitati a est della pianura

L'Abbazia di Sassovivo sorge fuori dal centro, tra boschi di lecci e ulivi secolari. Fu fondata nella seconda metà dell'XI secolo sui resti di una residenza fortificata dei Monaldi. Il chiostro romanico è del maestro romano Pietro de Maria, e l'abbazia conserva anche la cripta di San Marone, una chiesa con frammenti di affreschi quattrocenteschi e la Loggia del Paradiso con frammenti di affreschi attribuiti a Giovanni di Corraduccio. Vi risiede ancora una comunità monastica, quindi la visita segue il ritmo della sua preghiera.

Le acque di Rasiglia, il paesaggio rupestre e del Menotre a Pale, Scopoli, Casenove, Verchiano, Annifo e gli altri nuclei montani formano una geografia collegata. Ognuno ha un proprio carattere, le proprie acque, il proprio patrimonio e le proprie strade: non esiste un'unica esperienza di "campagna di Foligno".

Geografia del cibo con confini legali

Patata Rossa di Colfiorito IGP è un prodotto protetto la cui zona attraversa il confine regionale. Il disciplinare comprende solo parti delimitate, a quota non inferiore a 470 metri, di Foligno, Nocera Umbra, Valtopina, Sellano e sei comuni marchigiani tra cui Serravalle di Chienti. Mangiare una patata rossa in centro non prova l'IGP e il nome non è esclusivo dell'Umbria. Si controllano etichetta, produttore e certificazione.

L'olio Umbria DOP con menzione Colli Assisi Spoleto comprende Foligno tra molti comuni. È un'altra zona di produzione, non un marchio cittadino. La bottiglia deve riportare denominazione e menzione previste; indirizzo del ristorante o panorama di oliveti non provano la certificazione.

Il comune oltre i nomi più noti

La base territoriale Istat 2021 elenca nel comune 17 centri abitati, fra cui Annifo, Budino, Capodacqua, Casenove, Colfiorito, Colle San Lorenzo, Fiamenga, Foligno, Maceratola, Pontecentesimo, Rasiglia, Scopoli, Sostino, Uppello, Verchiano, San Giovanni Profiamma e Belfiore, oltre a 40 nuclei abitati minori, cinque località produttive e case sparse. Pale è uno di questi nuclei, come Leggiana, Popola e Tenne.

Percorsi, habitat, acqua e geologia

Quattro fiumi, Topino, Menotre, Timia-Teverone-Maroggia e Clitunno, attraversano il comune, che comprende anche una Zona di Protezione Speciale a Palude di Colfiorito, dieci Zone Speciali di Conservazione e un parco regionale. Le aree di conservazione includono Palude di Colfiorito, Piano di Ricciano, Col Falcone, Piani di Annifo-Arvello, Selva di Cupigliolo, Sasso di Pale, Fiume Menotre a Rasiglia, Lecceta di Sassovivo, Boschi di Terne-Pupaggi e Castagneti di Morro. L'inventario geologico aggiunge le sorgenti di Rasiglia e aree come i Piani di Colfiorito e Sasso di Pale-Menotre. I cammini che attraversano il territorio comprendono la Via Lauretana Assisi-Colfiorito, la Via di Francesco Assisi-Piediluco e la Via del Sud. Sono aree di conservazione e interpretazione, non un permesso di entrare in campi, grotte, boschi, rive o habitat fragili.

Terremoti, meteo e allerte

Foligno è classificata in zona sismica 1 e ricade nella zona regionale di allerta C. Per un viaggio in quota, una passeggiata in palude, una visita in forra o uno spostamento per eventi conviene lasciare margine al meteo.

Rasiglia e Pale

Il Comune identifica le sorgenti Capovena, Alzabove e Venarella di Rasiglia e collega i canali alla produzione tessile mossa dall'acqua. Questa storia parla di lavoratori, macchine e gestione idrica, più che di un'etichetta da "piccola Venezia". I dati regionali aggiungono il geosito Sorgenti di Rasiglia e l'area protetta Fiume Menotre (Rasiglia). Il Comune dichiara la visita non accessibile in sedia a rotelle, con superfici, pendenze, ponti e affollamento che rendono difficile procedere senza gradini.

Pale unisce allo stesso modo storia industriale, religiosa e naturale. Il materiale comunale fa risalire la carta al XIII secolo e identifica San Biagio, le grotte e l'eremo di Santa Maria Giacobbe. I livelli regionali aggiungono il geosito Sasso di Pale-Menotre e l'area protetta Sasso di Pale. Il Comune dichiara non accessibili in sedia a rotelle sia la visita a Pale sia quella alla valle del Menotre, e grotte e sentiero della forra dipendono da roccia e meteo.

Ricostruzione e UNESCO

Piazza della Repubblica è anche un archivio di ricostruzione. Le fonti comunali collocano Palazzo Comunale, Palazzo Trinci e San Feliciano nello stesso insieme civico mantenendone distinte le funzioni. Palazzo Comunale porta le ricostruzioni successive ai terremoti del 1832 e 1997.

I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.), proprietà 1318, è un sito seriale di sette gruppi componenti, e i suoi componenti umbri sono San Salvatore a Spoleto e il Tempietto del Clitunno a Campello sul Clitunno. Foligno e Sassovivo non sono componenti del bene.

Una sequenza di due giorni

Per un primo giorno senza auto si parte dalla stazione e si entra a piedi in centro. In piazza della Repubblica si distinguono Palazzo Trinci, cattedrale, museo diocesano e Palazzo Orfini. Palazzo Trinci merita tempo per sale e musei. Si prosegue al Museo della Stampa, poi si sceglie tra Nunziatella e le due sedi CIAC. Il centro ha una zona a traffico limitato, quindi entrarci in auto è raramente l'opzione più semplice.

La Quintana è un livello a sé. Nei periodi dell'evento si prevedono modifiche al traffico e si prenota il posto con l'Ente; fuori edizione, il Museo di Palazzo Candiotti spiega rioni e linguaggio cerimoniale.

Il secondo giorno sceglie un solo sistema esterno. Sassovivo è una visita monastica regolata dal culto. Rasiglia e Pale formano una direzione d'acqua e cammino. Colfiorito richiede trasporto verso un altopiano separato, poi una scelta tra MAC, museo naturalistico e parco, memoriale e percorso pubblico. Plestia è meglio trattata come tappa interpretativa, poiché la città antica si trova a cavallo del confine regionale.

La profondità di Foligno sta nei collegamenti, non nel fingere che siano un solo luogo: pianura romana e centro medievale, duomo e museo, bottega tipografica e pagina conservata, rioni ed evento moderno, arte contemporanea e architettura riusata, palude e altopiano coltivato, Plestia antica e confine regionale attuale.

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