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Spello, la guida completa.

Infiorate, porte romane, affreschi del Pinturicchio.

Borgo di pietra rosata cinto da porte romane, Spello è celebre per le Infiorate di giugno, quando gli abitanti tappezzano i vicoli di petali.

In Santa Maria Maggiore, la Cappella Baglioni custodisce gli affreschi smaglianti del Pinturicchio su un pavimento in maiolica.

Quando visitare Spello

Massime e minime medie nell'arco dell'anno.

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Il calendario di Spello

I riti, le corse e le processioni che la città custodisce ancora.

  1. Ogni giugnoInfiorate di Spello

Spello in sintesi

Spello sale sul versante meridionale del Monte Subasio: una cittadina di pietra color miele, fatta di vicoli ripidi, che guarda la Valle Umbra. Il comune è più grande del centro murato: il territorio va dal fondovalle agli oliveti e fino alla montagna, con il borgo antico su uno sprone a metà strada.

Dal punto di vista amministrativo, Spello è un comune attivo della Provincia di Perugia (codice Istat 054050). Confina con Foligno, Bevagna, Cannara, Assisi e Valtopina, tutti comuni autonomi: una giornata che tocca Assisi o Foligno attraversa un confine comunale anche quando il paesaggio sembra continuo.

Una prima visita può collegare Porta Consolare, Corso Cavour, Santa Maria Maggiore con la sua cappella del Pinturicchio, le porte romane superiori e, nella città bassa, la Villa dei Mosaici. Poiché l'abitato storico sta su uno sprone, mettete in conto la salita e dedicate ai vicoli alti più tempo di quanto suggerisca la mappa. Un soggiorno più lungo aggiunge l'area dell'anfiteatro romano presso Villa Fidelia, la pinacoteca civica e diocesana, la tradizione dei tappeti floreali delle Infiorate e una passeggiata tra i terrazzamenti di ulivi.

Il centro storico e le frazioni

Il borgo murato occupa solo una parte del territorio comunale. Il materiale di pianificazione del Comune indica come frazioni Capitan Loreto, Limiti, Collepino e San Giovanni, e tra gli insediamenti del territorio compare anche Acquatino. Il censimento nazionale si spinge oltre e conta dieci località, tra cui i centri di Capitan Loreto, Collepino, Ponte Chiona e la stessa Spello.

In pratica è semplice. Un tavolo a Capitan Loreto non è dentro le mura medievali e un vicolo di Collepino non è il centro di Spello, eppure tutti appartengono allo stesso comune. Pensate a Spello come a un insieme di luoghi fra valle e montagna, con il borgo di pietra come gioiello.

Foligno, Assisi, Bevagna, Cannara e Valtopina restano città distinte, ciascuna con il proprio carattere. Assisi condivide con Spello il Monte Subasio, e il parco che copre la montagna si estende su più comuni insieme.

Hispellum e le porte romane

Molto prima della cartolina, qui c'era Hispellum. La città romana sopravvive come un insieme diffuso di resti intrecciati alle strade moderne, non come un parco archeologico recintato, ed è parte del piacere: la si attraversa andando a pranzo. La Soprintendenza data la cinta muraria all'età augustea e conta cinque porte, oltre a posterule minori lungo il circuito. Un muro di terrazzamento in calcare locale tra Piazza Sant'Andrea e Piazza della Repubblica segna e sostiene il lato orientale del foro romano.

Porta Consolare era l'ingresso principale della città antica. Ha tre arcate, un passaggio centrale per i carri e passaggi laterali per i pedoni, e porta tre statue di marmo della fine del I secolo a.C. provenienti dall'area dell'anfiteatro. Furono collocate all'esterno nel Rinascimento, così la porta mostra due epoche insieme.

Porta Venere è un'altra porta a tre fornici, affiancata da due torri dodecagonali in calcare locale che risalgono al XII secolo. Sono chiamate popolarmente Torri di Properzio, ma l'iscrizione con il nome del poeta sul timpano è un'aggiunta sei o settecentesca: il nome va letto come affetto locale più che come storia.

Non tutte le porte si sono conservate altrettanto bene. Porta Urbica, il cosiddetto Arco di Augusto in Via Giulia e Porta dei Cappuccini sono frammenti in stati molto diversi: aspettatevi un pilastro con tracce di iscrizione in un punto e la curva di un arco in un altro. Il circuito va vissuto come una passeggiata di scoperte, non come un elenco di monumenti intatti.

Anfiteatro, teatro e Rescritto

Fuori dalle mura romane, l'area verso San Claudio e Villa Fidelia ospitava un grande complesso pubblico e sacro. La Soprintendenza distingue un anfiteatro, un teatro, un santuario e fasi successive. L'anfiteatro conserva ancora murature, mentre il teatro fu in gran parte distrutto all'inizio del Novecento e ne resta poco da vedere. Villa Fidelia, con i suoi giardini, è una villa di età successiva sovrapposta a parte del contesto antico, non il santuario romano.

L'oggetto più celebre di quest'area è il Rescritto di Costantino, datato tra il 333 e il 337 d.C. Concesse a Spello di celebrare propri giochi scenici e gladiatori senza recarsi a Volsinii. Fu trovato nel 1773 presso i ruderi del teatro romano ed è esposto nella Sala Grande del Palazzo Comunale.

Il Palazzo Comunale conserva anche un nucleo lapidario: iscrizioni funerarie, sculture, un frammento di statua loricata, un pannello di sarcofago e frammenti della scena del teatro. Visti insieme, questi marmi raccontano com'era e come veniva usata Hispellum.

La Villa dei Mosaici

La Villa dei Mosaici si trova sotto il centro murato, in località Sant'Anna. Venne alla luce durante lavori nel luglio 2005, quando lo scavo rivelò venti ambienti del settore centrale di una grande residenza romana.

Il museo distingue una fase augustea da una successiva tra il II e l'inizio del III secolo d.C., e dieci dei venti ambienti conservano pavimenti a mosaico policromo. Nel complesso le stanze coprono circa 500 metri quadrati e nomi moderni aiutano a orientarsi: una Sala degli Uccelli, una Sala delle Anfore, un triclinio, una Sala del Sole radiante, una sala del mosaico geometrico, un peristilio, una Sala degli Scudi e un ambiente riscaldato. Nella sala principale compare una scena di mescita del vino, mentre gli ambienti senza decorazione erano probabilmente spazi di servizio.

I nomi delle sale sono comodità moderne e il proprietario è ignoto. L'idea che la famiglia producesse vino è un'interpretazione tratta dalle immagini, non qualcosa che un'iscrizione confermi. È un bel dettaglio da portarsi in salita quando poi guarderete le porte e il muro del foro.

Santa Maria Maggiore

Santa Maria Maggiore è una chiesa parrocchiale attiva della Diocesi di Foligno e nell'adiacente Palazzo dei Canonici ha sede la pinacoteca civica e diocesana. È prima di tutto un luogo di culto: visitatela da ospiti.

La Cappella Baglioni

Sulla parete sinistra, l'Annunciazione porta l'autoritratto del pittore e la sua firma. La parete di fondo mostra l'Adorazione dei pastori e l'arrivo dei Magi, mentre Gesù fra i dottori occupa la parete destra. Nella volta, quattro Sibille in trono (Tiburtina, Eritrea, Europea e Samia) guardano la scena dall'alto.

Guardate anche il pavimento. Le piastrelle maiolicate provengono da Deruta e sono datate 1566, una campagna successiva agli affreschi, che regala al piccolo spazio tre strati di colore: pareti, volta e pavimento.

La pinacoteca civica e diocesana

La Pinacoteca Civica e Diocesana occupa sale del Palazzo dei Canonici. Il Comune descrive l'allestimento attuale come un deposito visitabile selezionato, condizionato dagli spazi disponibili, non necessariamente come la collezione completa.

Riunisce oreficeria, scultura lignea e dipinti, e cita opere legate al Maestro dell'Assunta di Amelia, a Cola Petruccioli, a Zaccaria di Filippo Mazzola, ad Andrea d'Assisi e al Pinturicchio.

Anche il Palazzo Comunale custodisce altre raccolte: archivi storici e notarili, la biblioteca del Fondo Antico, il lapidario archeologico, il Rescritto e una collezione di Emilio Greco. Sono distinte dalla pinacoteca, benché tutte facciano parte del patrimonio civico.

Monte Subasio e la fascia olivata

Il Parco regionale del Monte Subasio copre 7.169 ettari nei comuni di Assisi, Spello, Valtopina e Nocera Umbra e raggiunge i 1.290 metri. Spello è una delle porte d'accesso alla montagna, condivisa con i comuni vicini.

La fascia olivata tra Assisi e Spoleto è un Sistema del Patrimonio Agricolo di Importanza Mondiale della FAO, riconosciuto nel 2018, e Spello è uno dei sei comuni del sistema. Il riconoscimento premia un paesaggio agricolo tradizionale di terrazzamenti e oliveti; non è un sito del Patrimonio mondiale UNESCO.

Spello ricade inoltre nella zona di produzione dell'olio extravergine Umbria DOP con la menzione geografica Colli Assisi Spoleto. La sola posizione non certifica un oliveto, un frantoio o una bottiglia, quindi cercate la dicitura DOP in etichetta. Spello è anche il nome di un'indicazione geografica protetta per il vino, e di nuovo il solo nome del luogo non garantisce che una data bottiglia la porti.

Le Infiorate

Le Infiorate sono una tradizione viva del Corpus Domini: gruppi di persone compongono nella notte quadri e tappeti di fiori effimeri, secondo le regole dell'organizzatore, prima della processione della domenica. Le opere durano poco, e questa brevità fa parte del senso della festa.

Il Corpus Domini è una festa mobile, quindi il fine settimana cambia da un anno all'altro. Il Museo delle Infiorate in Piazza della Repubblica conserva fotografie, bozzetti, video e materiali interpretativi, e permette di apprezzare la tradizione anche fuori dai giorni dei fiori.

Organizzare la visita

Spello premia il passo lento. Un giorno può unire la Villa dei Mosaici a un giro nel centro storico, da Porta Consolare alle porte alte. Un secondo giorno può aggiungere la pinacoteca, le raccolte civiche e l'area romana presso Villa Fidelia, mentre la fascia olivata o il Monte Subasio meritano una giornata a parte. Per giorni di apertura ed eventuali chiusure legate alle feste, consultate i canali ufficiali del Comune prima di partire.

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