Un paese sul colle e un secondo centro più a valle
Giano dell'Umbria è un comune collinare della provincia di Perugia, a circa 546 metri sul livello del mare, con una superficie di 44,43 chilometri quadrati nel paesaggio dei Monti Martani. Confina con Gualdo Cattaneo, Montefalco, Spoleto, Castel Ritaldi e Massa Martana: si trova dunque nel cuore tranquillo di una delle terre del vino e dell'olio più amate dell'Umbria, senza rientrare nei percorsi più battuti.
Il nome Giano appartiene al compatto borgo antico in alto, ma il comune è più ampio. Bastardo, più in basso, è la maggiore concentrazione di edifici, abitanti, servizi e attività, mentre il resto del territorio si distribuisce tra frazioni e località: Montecchio, Fabbri, Castagnola, Santo Stefano, San Sabino, Macciano e Morcicchia, oltre a nomi più piccoli come Moriano, Seggiano e Palombaro. Il modo più semplice per orientarsi è pensare a Giano come al borgo antico, a Bastardo come al paese di ogni giorno e alla campagna in mezzo come al luogo dove accade tutto il resto.
Il piano regolatore individua quattro località come centri storici: Giano stessa, Montecchio, Castagnola e Morcicchia. Li collega inoltre tutti e quattro alla tutela paesaggistica del decreto del 29 luglio 2003. È una classificazione urbanistica, non una promessa di vie rimaste intatte, ma è un elenco utile dei vecchi villaggi da conoscere per nome.
Mura, palazzo e un Comune antichissimo
La storia civica è quasi antica quanto le pietre. Secondo il Comune, il palazzo del paese divenne Palazzo della Comunità intorno al 1250, quando il castello di Giano si elevò a libero comune rurale. Tra il 1927 e il 1930 Giano fu aggregato a Spoleto e nel 1930 riconquistò l'autonomia comunale.
San Felice, un'abbazia tra gli ulivi
L'Abbazia di San Felice sorge poco a nord del centro, tra uliveti e lecci secolari dei Monti Martani. Il Comune ne fa risalire le origini al X secolo, con ampliamenti nei secoli successivi, ed è il luogo del comune che più ripaga una visita lenta.
L'abbazia è dedicata a San Felice, ricordato come vescovo di Vicus ad Martis, l'attuale Massa Martana, martirizzato tra il 304 e il 306 d.C. sotto Diocleziano. Secondo la tradizione locale il luogo fu scelto dove si inginocchiarono i buoi che trasportavano il suo corpo. San Felice è anche il patrono di Giano e la sua festa ricorre ogni anno il 30 ottobre.
San Felice non è soltanto un monumento storico. I Missionari del Preziosissimo Sangue vi mantengono una comunità e un centro di spiritualità, e una fonte diocesana documenta l'uso liturgico continuo: sembra un luogo che non ha mai smesso di essere vissuto.
La villa romana di Rufione
Lo strato più profondo di Giano è romano. Nel 1925 un cippo in travertino con iscrizione e un dolio in terracotta, entrambi datati al I o II secolo d.C., vennero alla luce vicino all'antica via Flaminia, e dal 2003 a Rufione, nella zona di Toccioli, si scava una villa romana di età imperiale.
I Monti Martani e la terra intorno
Giano appartiene alla struttura paesaggistica condivisa dei Monti Martani. L'intero comune, tutti i suoi 4.443 ettari, è classificato come territorio montano e ricade anche in un paesaggio protetto ai sensi dell'articolo 136 del codice dei beni culturali, istituito dal decreto del 29 luglio 2003.
Il bosco qui ha una propria istituzione storica. L'Università Agraria di Montecchio fu istituita il 4 agosto 1894 come ente pubblico per la gestione forestale e si occupa di boschi di leccio a circa 700 metri di quota, molto più in alto del borgo antico, che sorge a circa 546 metri.
Vino e olio
Giano si trova all'incontro di tre geografie del vino. L'intero comune rientra nella zona di produzione delle uve della DOC Colli Martani, mentre solo parti delimitate ricadono nella DOC Montefalco e nella DOCG Montefalco Sagrantino. Un Sagrantino DOCG nasce dalla sola uva Sagrantino, il che dà un nome celebre a quella piccola quota delimitata di Giano. Una bottiglia rientra nella denominazione solo se rispetta l'intero disciplinare, non soltanto l'indirizzo del vigneto.
La storia dell'olio è più lineare. L'intero comune rientra nella zona olivicola dell'olio Umbria DOP con la menzione geografica Colli Martani e il disciplinare nomina San Felice tra le varietà. Quella varietà ha lo stesso nome dell'abbazia ma è una cosa distinta, e il nome protetto è Umbria DOP, con Colli Martani come menzione geografica.









