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Strascinati con Peperoni Cruschi

La pasta trascinata della Basilicata con il suo fiore all’occhiello: peperoni di Senise fritti in un lampo fino a diventare cremisi e croccanti, sbriciolati su olio all’aglio e pangrattato.

I cruschi friggono 15-20 secondi e non uno di più, ed è questo tempo a decidere il piatto: pochi secondi in più e il peperone dolce diventa amaro. Friggerli per primi profuma l’olio in cui poi si tosta il pangrattato, così il peperone attraversa ogni elemento. La maggior parte si aggiunge fuori dal fuoco e le ultime schegge vanno direttamente nel piatto: è così che restano croccanti.

In anticipo Gli strascinati si possono formare qualche ora prima e lasciare asciugare su un vassoio spolverato di semola.

Preparazione
45 min
Cottura
15 min
Riposo
20 min
Porzioni
4
Difficoltà
Facile

Strascinati con Peperoni Cruschi

Preparazione 45 min · Cottura 15 min · Riposo 20 min · Porzioni 4 · Difficoltà Facile

Procedimento

  1. Impastate la semola con circa 200 ml di acqua tiepida e un pizzico di sale; lasciate riposare 20 minuti. Formate dei cordoncini, tagliateli a pezzi di 3 cm e trascinate ciascuno con tre dita fino a ottenere un lungo ricciolo cavo. Fateli asciugare sulla semola.

    50 min

  2. Pulite i cruschi con un panno, eliminate piccioli e semi e teneteli interi accanto ai fornelli, insieme a una schiumarola e a un piatto foderato di carta assorbente.

    6 min

  3. Scaldate l’olio con l’aglio finché non profuma; eliminate l’aglio. Friggete i cruschi in due riprese per soli 15-20 secondi, finché non si gonfiano e si scuriscono di mezzo tono. Scolateli all’istante.

    4 min

  4. Tostate il pangrattato nello stesso olio profumato finché non assume un oro intenso; togliete la padella dal fuoco.

    3 min

  5. Lessate gli strascinati in abbondante acqua salata finché non sono teneri ma ancora consistenti, 4-6 minuti.

    6 min

  6. Saltate la pasta in padella con il pangrattato e un goccio di acqua di cottura. Sbriciolatevi due terzi dei cruschi, mescolate due volte e impiattate.

    2 min

  7. Completate con i peperoni rimasti, spezzati in schegge, e un filo d’olio a crudo. Servite prima che perdano la loro croccantezza.

Consigli in cucina

Venti secondi, o carbone. I cruschi passano da perfetti ad amari in un attimo; l’olio deve essere caldo ma non fumante, e la vostra mano deve già cercare la schiumarola mentre li calate.

Sbriciolate alla fine. Mescolati troppo presto tornano morbidi come peperoni qualunque. La maggior parte va aggiunta fuori dal fuoco; le ultime schegge finiscono direttamente nel piatto.

Un’acciuga sotto sale sciolta nell’olio all’aglio dà una variante dall’accento marinaro; l’originale, senza carne, lascia semplicemente che a guidare sia la dolcezza del peperone.

Basilicata

I peperoni di Senise crescono attorno all’omonimo paese nel sud della Basilicata e sono IGP dal 1996. Si infilano in lunghe serte, fino a due metri, e si essiccano al sole e all’aria; ogni agosto Senise dedica loro una sagra.

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