Un comune di confine con più centri
San Giustino è un comune della provincia di Perugia, e lo si gode meglio come un insieme di luoghi che come un'unica città antica.
San Giustino prende il nome dal martire cristiano Giustino ed è documentato per la prima volta nelle carte ecclesiastiche aretine dell'XI secolo. Alla fine del Duecento fu concesso in feudo alla famiglia Dotti e nel Quattrocento passò ai Bufalini.
Cospaia e il suo piccolo territorio libero
Cospaia è il nome che tutti ricordano. Gli archivi fanno risalire la sua zona neutrale a un impegno del 1441 e a due corsi d'acqua chiamati entrambi Rio, e il suo unico motto scritto noto è Perpetua et firma libertas. La soppressione arrivò con atti del 1825 e del 1826, seguiti dallo stato di appodiato nel 1827. È una storia splendida da portare con sé.
L'economia di Cospaia si fondava su grano e tabacco, coltivato qui dal Cinquecento. Senza tasse né dazi, la piccola repubblica commerciava liberamente e il suo tabacco veniva portato negli Stati vicini da robusti contrabbandieri detti spalloni.
Il Sentiero del Contrabbandiere dà al paesaggio una misura fisica. È un anello di 12,5 chilometri che parte dal borgo di Cospaia a 373 metri, attraversa Umbria, Toscana e Marche, sale per Monte Garrole a 659 metri fino al punto più alto, Poggio Sportino a 861 metri, scende per Cà Fiume e Corposano e riconduce a Cospaia passando dalla chiesa di San Lorenzo.
San Lorenzo è una chiesa restaurata sulla collina storica sopra Cospaia, fra la collina e gli antichi percorsi appenninici, in un territorio che appartenne all'indipendente Repubblica di Cospaia, la cui prosperità derivò dal tabacco. I suoi sentieri si collegano alle antiche vie che univano Monte Giove a Montecasale, presso Sansepolcro, dove Francesco d'Assisi sostò e predicò a lungo, e furono percorsi anche dai contrabbandieri che portavano tabacco di frodo oltre il confine. È una chiesa modesta, di rustica semplicità. Uselle, chiesa restaurata di un ex monastero benedettino, aggiunge una seconda sosta tranquilla. Una Madonna con Bambino lignea del XIV o XV secolo, detta Madonna del Parto, proviene da Uselle ed è conservata nel museo diocesano di Città di Castello.
Castello Bufalini
Castello Bufalini nacque come fortezza di frontiera, un fortilizio militare della famiglia ghibellina dei Dotti di Sansepolcro, distrutto sul finire del Quattrocento per ordine della Repubblica Fiorentina. Passato nel 1487 a Niccolò di Manno Bufalini, fu ricostruito su progetto dell'architetto romano Mariano Savelli e dagli anni Trenta del Cinquecento fu trasformato in dimora signorile, intervento che il Comune attribuisce all'architetto fiorentino Giovanni di Alesso, detto Nanni Unghero. Alla fine del Seicento il complesso fu rielaborato come villa di campagna con giardino all'italiana.
Il castello ricostruito era una fortezza quadrangolare con quattro torri angolari e un fossato pieno d'acqua, progettata con gli ingegneri militari Giovanni e Camillo Vitelli. Fra le sale dipinte ci sono quelle affrescate da Cristofano Gherardi, insieme alla Camera degli Stucchi e alla camera del cardinale Giovanni Ottavio Bufalini, con la sua ricca culla.
La massa fortificata è sopravvissuta, mentre un ingresso monumentale, una loggia e ambienti attorno a un cortile porticato danno all'interno la sua grazia rinascimentale. Lo Stato acquisì il castello nel 1989 e oggi è un museo statale.
La collezione è insolitamente ampia, con arredi originali, una raccolta archeologica, una biblioteca e un archivio di famiglia, oltre a dipinti, servizi da tavola in maiolica, cristalli e sale affrescate.
L'archivio della famiglia Bufalini, conservato al castello, copre gli anni dal 1142 al 1979 ed è una ricca risorsa per gli studiosi.
Il giardino è a sua volta un paesaggio storico disegnato. È organizzato in sette aree e comprende un labirinto di bosso di circa 670 metri quadrati, il cui disegno è documentato da una pianta del 1706. Due cipressi all'ingresso furono piantati nel 1694.
Villa Graziani, Museo Pliniano e Colle Plinio
Villa Magherini Graziani è un edificio comunale a Celalba, voluto da Carlo Graziani e progettato da Antonio Cantagallina nel primo Seicento, con loggia, giardino murato e la cappella di Santa Maria Lauretana del 1622.
Il Museo della Villa di Plinio il Giovane in Tuscis è un museo archeologico ospitato dentro la villa. Interpreta le ricerche sul Colle Plinio.
Lo scavo è a Campo di Santa Fiora, sul Colle Plinio. Il Comune descrive la parte produttiva scavata di una villa romana, con un impianto termale completo, un portico, un sacello interpretato come dedicato a Cerere, celle di deposito e grandi dolia. I reperti mobili, fra cui frammenti di iscrizioni, mosaici e laterizi e oggetti d'uso quotidiano, sono raccolti ed esposti nel museo di Villa Graziani.
Tabacco, stampa ed energia dell'acqua
Il Museo Storico Scientifico del Tabacco occupa l'ex complesso del Consorzio Tabacchicoltori, con uffici, seccatoi e sale di cernita. Segue la coltivazione, la selezione e il trattamento delle foglie, la manifattura, il lavoro e l'emancipazione economica femminile, ed è quindi un museo di storia sociale più che un omaggio al fumo.
Il tabacco divenne la principale fonte di reddito della popolazione prevalentemente agricola dell'Alta Valle del Tevere, e l'ex Repubblica di Cospaia, che durò dal 1441 al 1826 e oggi fa parte di San Giustino, fu il primo luogo in cui venne coltivato e valorizzato prima di diffondersi nei territori vicini. Offrì a centinaia di donne un'autonomia economica mai conosciuta prima. Il Consorzio dei Tabacchicoltori fu costituito a San Giustino nel 1927 e la fondazione del museo risale al 1997.
Un secondo museo industriale si trova dentro uno stabilimento in attività a Selci Lama. Il museo dello stabilimento tipografico Pliniana conserva macchinari storici, caratteri, cliché e saperi produttivi.
Lo stabilimento fu fondato nel 1913 da don Ruggero Fiordelli come filiale della casa tipografica Leonardo da Vinci di Città di Castello e prende il nome da Plinio il Giovane, che possedeva una villa nella zona. Ha sempre ricercato il rigore formale e l'eleganza della stampa e ha collaborato con università, accademie e importanti case editrici.
L'energia dell'acqua completa il trio. Il Comune descrive Mulino Renzetti come un mulino ad acqua medievale documentato dal Seicento. La sua ruota orizzontale a ritrecine ha sedici pale di quercia e riceve l'acqua dal Fosso di Parnacciano.
Il mulino sorge non lontano dal sito archeologico della villa di Plinio il Giovane, perciò si abbina bene a una mattinata sul Colle Plinio. Era uno dei 26 mulini ad acqua dell'Alto Tevere all'inizio del Novecento, e dà un'idea di quanta parte della valle un tempo vivesse d'acqua.
Chiese e un teatro di paese
La chiesa arcipretale di San Giustino è una chiesa viva, e il culto ha la precedenza. La cripta a croce greca è costruita in pietra di fiume con quattro colonne, due delle quali di marmo africano, la cui provenienza proposta dal Colle Plinio resta solo un'ipotesi degli studiosi. Un'acquasantiera accanto all'ingresso della cripta sarebbe ricavata da un piedistallo della scomparsa chiesa di San Pietro in Botina.
La chiesa del Santissimo Crocefisso è un edificio di fine Seicento. Dietro l'altare maggiore si trova un crocifisso ligneo anonimo che il Comune data alla fine del Cinquecento, fra tele mariane e stucchi barocchi.
A Selci, il teatro Giabbanelli dell'inizio del Novecento è legato a un'associazione bandistica fondata nel 1901.
Olio, vino e specialità locali
L'olio extra vergine Umbria DOP include il territorio di San Giustino nella zona di produzione delle olive, con la menzione geografica Colli del Trasimeno. Cercate in etichetta la menzione Colli del Trasimeno se volete assaggiare l'olio di questa zona.
Il disciplinare del vino Colli Altotiberini include terreni idonei in tutto o in parte del territorio di San Giustino, e la denominazione figura fra i vini DOC dell'Umbria. Il Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale IGP riguarda la provincia di Perugia, che comprende San Giustino.
A Lama si tiene una Festa della Gota. La festa è un modo piacevole per conoscere la tavola locale.
Come mettere insieme una visita
Dedicate a Castello Bufalini una mattina senza fretta e abbinatelo alla villa e al Museo Pliniano per un pomeriggio archeologico. Riservate i musei del tabacco e della stampa a una giornata di storia industriale, e lasciate Cospaia e il suo sentiero a una giornata di bel tempo. Giorni di apertura, prenotazioni e accessi cambiano: confermateli con il castello, il Comune o il gestore del museo prima di partire.









