Un paese sul colle, ai margini dei Volsini
Il nucleo antico di Porano si legge come un centro compatto di vicoli, chiesa parrocchiale e piccoli spazi civici, con le case più recenti e la campagna aperta subito oltre. È un luogo da percorrere con calma, non da spuntare su una lista.
Il Comune conserva inoltre un fondo storico di 340 unità che copre gli anni dal 1517 al 1948, a ricordare che questo piccolo borgo collinare registra da cinque secoli le proprie vicende.
San Biagio, la chiesa parrocchiale
San Biagio è al tempo stesso un edificio storico e la sede di una parrocchia viva. La chiesa è documentata fin dal Medioevo e fu sostanzialmente trasformata nei secoli successivi: ciò che si vede oggi è il lavoro di molti secoli, non di uno solo.
San Biagio, vescovo e martire e protettore della gola, è il patrono di Porano e si festeggia il 3 febbraio. La tradizionale Alzata dei Santi è la solenne esposizione delle reliquie dietro l'altare maggiore, con il suono festoso delle campane e canti che spiegano l'origine di ciascuna reliquia. A Porano sono venerate le reliquie di San Biagio e dei compatroni Bernardino e Giacinto, oltre a reliquie della Vergine Maria, di San Giuseppe e della Santa Croce.
Castel Rubello e le tenute di campagna
È una delle otto ville, parchi e giardini storici che una ricognizione regionale elenca a Porano: Seminario, Il Bottino, Villa Fumi, La Molinella, Villa Cervaiola, Castel Rubello, Villa Paolina (detta anche Crognolo) e Piancastello.
Villa Paolina, da monastero a parco
Villa Paolina, detta anche Villa del Corniolo, fu costruita nel 1706 dal marchese Giovan Battista Gualtiero come residenza estiva per i prelati, su una preesistente struttura monastica. La famiglia Viti Mariani la trasformò dal 1874, in seguito appartenne ai Casini e negli anni Ottanta del Novecento fu acquistata dalla Provincia di Terni.
La villa ha un corpo centrale con due ali laterali, finestre ad arco, interni ottocenteschi e una galleria decorata a grottesche. Il parco di circa nove ettari segue un disegno ad assi ortogonali e comprende una limonaia, un casale e un'esedra semicircolare. Nel parco sono state rinvenute tombe etrusche del IV secolo a.C., dove gli strati di storia si sovrappongono.
La villa appartiene alla Provincia di Terni ed è sede di un istituto di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche, il CNR, dedicato agli ecosistemi terrestri. È un luogo di lavoro scientifico con un parco storico intorno, non un museo.
La tomba degli Hescanas
La tomba degli Hescanas è una tomba etrusca a camera dipinta di età ellenistica. Un'urna iscritta ricorda Vel Hescanas e le iscrizioni parietali ricordano Laris Hescanas, raffigurato su un carro con cavalli. Le scene descrivono il viaggio nell'oltretomba, con divinità alate e figure togate che suonano strumenti a fiato, e richiamano la carica di zilath, simbolo del prestigio politico della famiglia. A differenza delle pitture Golini, queste sono rimaste nella tomba in cui furono realizzate.
Una ricognizione archeologica regionale elenca cinque aree di interesse a Porano: Seminario, Belvedere, Molinella o Paterazzo presso Castel Rubello, Settecamini e La Torretta. Le ultime tre sono collegate a ricerche su tombe etrusche e rinvenimenti sparsi.
Paesaggio e legame con Orvieto
Tre tutele paesaggistiche regionali ai sensi dell'articolo 136 del codice dei beni culturali interessano parti di Porano: una zona verso Orvieto, le colline attorno al paese e il paese con i suoi dintorni. Sono tutele distinte.
Il legame con Orvieto attraversa tutto questo. Le colline che guardano la città sono tutelate come paesaggio e gli affreschi Golini staccati sono custoditi nel suo museo archeologico: i due luoghi si leggono meglio insieme.
Olio, vino e pampepato
L'intero territorio di Porano rientra nella menzione geografica aggiuntiva Colli Orvietani dell'olio Umbria DOP: gli oliveti attorno al paese fanno dunque parte di una zona protetta per l'olio.
Il disciplinare della DOC Orvieto elenca Porano fra i comuni compresi in tutto o in parte e definisce separatamente la sottozona Classico. Quando scegliete una bottiglia di Orvieto, controllate se l'etichetta riporta Classico, che indica una sottozona definita a parte.
Il Pampepato di Terni, scritto anche Panpepato di Terni, è un dolce da forno protetto a base di frutta a guscio, cioccolato, uvetta, frutta candita, cacao, miele, caffè, spezie e farina. La sua zona di produzione comprende l'intera provincia di Terni, e quindi anche Porano.
Dalla chiesa del paese alle tombe etrusche
Il modo più appagante di leggere Porano va dal centro abitato ai luoghi più appartati che lo circondano. San Biagio introduce una comunità ancora raccolta attorno alla sua chiesa; Villa Paolina porta nel paesaggio coltivato di una dimora storica; Settecamini apre infine un orizzonte etrusco molto più antico attraverso le camere funerarie dipinte. In poca strada Porano passa dalla vita parrocchiale alla cultura della villa e alle pratiche funerarie antiche, conservando l'intimità di un piccolo comune umbro.









