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Passignano sul Trasimeno, in breve.

Una cittadina su un promontorio sopra il lago

Passignano sul Trasimeno sorge su un promontorio della riva settentrionale del Lago Trasimeno, a 289 metri sul livello del mare, in provincia di Perugia. Il centro storico conserva il carattere medievale e le mura, e tra le attività locali c'è la costruzione di imbarcazioni da diporto, come si addice a un paese che guarda l'acqua da ogni lato.

Il lago merita uno sguardo lento. Si estende per circa 125 chilometri quadrati, il quarto d'Italia per superficie, ma è profondo al massimo circa 6,3 metri, con uno sviluppo costiero di circa 53 chilometri. Quest'acqua ampia e bassa si trova a 258 metri sul livello del mare e dà il ritmo a tutto ciò che la circonda.

All'origine non aveva alcun emissario naturale. Canali di scolo furono scavati nel 1420 e ancora nel 1896 e negli anni Cinquanta del Novecento le acque di alcuni corsi della Val di Chiana furono deviate nel bacino per impedire pericolosi abbassamenti di livello. Gran parte della storia moderna del lago è un lungo lavoro per mantenerlo in equilibrio.

La storia è arrivata presto su queste rive. Nel 217 a.C., durante la seconda guerra punica, Annibale sorprese il console romano Flaminio nella pianura tra i monti e il margine settentrionale del lago. Il console morì e le perdite romane furono di circa 15.000 uomini. Passignano guarda proprio quella riva settentrionale: il paesaggio che si percorre è anche un campo di battaglia del mondo antico.

La Rocca sopra il centro storico

La Rocca domina il compatto centro storico ed è il primo luogo da cui capire come funziona Passignano. Il Comune la fa risalire a una fortezza militare longobarda del V e VI secolo. I Marchesi Toscani, che la tennero fino all'XI secolo, ne innalzarono le mura quadrate, e i proprietari perugini e successivi continuarono a fortificarla e modificarla fino al castello medievale che vediamo oggi.

L'ultimo secolo non è stato facile. I bombardamenti della seconda guerra mondiale danneggiarono gravemente la fortezza, che fu restaurata prima di aprire al pubblico nel 2008. Dalla sommità si domina il lago, e si capisce perché questo promontorio valesse la pena di essere fortificato.

L'abitato ai piedi della Rocca arrivò dopo. Si sviluppò soprattutto tra Cinque e Seicento, quando furono costruiti diverse chiese ed edifici storici: i vicoli sotto la fortezza sono così un borgo di Cinque e Seicento sotto una corona medievale.

Il Museo delle Barche

Dentro la Rocca, il Museo delle Barche è un piccolo museo originale. È un centro di documentazione sulle imbarcazioni tradizionali delle acque interne italiane, inaugurato nel luglio 2004 dall'amministrazione comunale. L'idea nasce dall'Atlante Linguistico dei Laghi Italiani, diretto da Giovanni Moretti dell'Università di Perugia: le barche vengono così raccontate attraverso le parole usate per chiamarle, oltre che attraverso legno e chiodi.

I pezzi più importanti sono imbarcazioni monossili, scavate ciascuna in un unico tronco di quercia e datate al 1200 circa. Furono recuperate sulle rive del Trasimeno durante lavori di dragaggio e sono concesse dalla Soprintendenza archeologica dell'Umbria. Vedere da vicino una piroga del 1200 circa dice sulla vita su un lago basso più di qualsiasi carta.

Ventuno pannelli inquadrano i reperti dal punto di vista linguistico, storico e archeologico, con tipologie di imbarcazioni monossili in Italia, barche a vela e zattere. Due oggetti allargano lo sguardo oltre il Trasimeno: il modello in scala di un fassoi, imbarcazione di piante acquatiche usata nello stagno di Cabras in Sardegna, e la ricostruzione del barchetto del gorro, barca da pesca usata fino agli anni Trenta per la pesca con grandi reti.

Le chiese sotto la fortezza

Due chiese meritano una breve deviazione. La Pieve di San Cristoforo sorge fuori dal centro storico, nell'area del cimitero, in un luogo tranquillo lontano dal brulichio del lungolago. Madonna dell'Oliveto è una chiesa cinquecentesca, uno degli edifici rinascimentali che danno al borgo un carattere che va oltre la riva.

Insieme alle altre chiese del paese, ricordano che l'aspetto di Passignano deve ai due secoli dopo il 1500 quanto alla fortezza medievale che lo sovrasta.

Castel Rigone e il suo santuario

Castel Rigone è una frazione di Passignano e vive in un mondo diverso da quello del lungolago. Secondo l'Istat si trova a 653 metri sul livello del mare, contro i 289 di Passignano, e il borgo collinare guarda il lago da molto più in alto. Conviene dedicargli un'uscita a parte invece di inserirlo nella passeggiata lungo la riva.

Il suo punto di riferimento è il Santuario della Madonna dei Miracoli, costruito tra il 1494 e il 1532. La scheda archivistica del santuario ricorda una decisione comunale del 3 maggio 1494, che colloca l'impresa negli ultimi anni del Quattrocento.

Il Palio delle Barche

La grande festa estiva del paese guarda al 1495. Il Palio delle Barche rievoca l'ultimo atto delle ostilità tra le famiglie perugine dei Baglioni e degli Oddi, quando gli Oddi fuggirono dal castello di Passignano in barca, inseguiti dalle milizie dei Baglioni. La festa è però moderna: si svolge dal 1984, con la finale l'ultima domenica di luglio, tra quattro rioni: Centro Storico, Centro Nuovo, Oliveto e San Donato.

Ogni rione ha un pesce come emblema e schiera un capitano e un equipaggio con un rematore e un timoniere. La gara ha tre fasi: una regata fino al molo, una corsa tra i vicoli con le barche portate in spalla e il ritorno sul lago per la frazione finale.

La festa si estende per una settimana. Ci sono la Corsa delle Brocche, in cui le donne portano le brocche d'acqua, e il Lancio della Sfida, duello di rime tra gli araldi dei rioni, poi il corteo storico la domenica e l'Incendio del Castello il lunedì. È il momento migliore per vedere come la Rocca, le strade e l'acqua appartengano a un'unica storia.

Il lago, le isole e il parco

La riva di Passignano ricade nel Parco regionale del Lago Trasimeno, che la Regione descrive come esteso per 13.200 ettari. Due aree boscate legate al paese, i Boschi di Castel Rigone e i Boschi di Pischiello-Torre Civitella, sono tutelate come zone speciali di conservazione della rete Natura 2000.

Le tre isole stanno al largo. Isola Maggiore e Isola Minore si trovano vicino alla riva settentrionale, mentre Polvese, di circa un chilometro quadrato, è la più grande, verso sud-est.

Dal molo di Passignano partono i battelli per Isola Maggiore, che però appartiene a Tuoro sul Trasimeno, mentre Isola Polvese appartiene a Castiglione del Lago. Isola Minore, l'unica dentro il territorio di Passignano, è privata, disabitata e non visitabile: meglio ammirarla dalla riva. Prima di programmare una traversata conviene controllare l'orario aggiornato del gestore.

A tavola

Il lago orienta il menù. L'elenco umbro dei prodotti agroalimentari tradizionali comprende la Fagiolina del Lago e sei pesci del Trasimeno: anguilla, carpa, latterino, luccio, persico reale e tinca. Appartengono a tutto il lago e non a Passignano soltanto, quindi conviene chiedere al ristorante quale pesce c'è nel piatto e da dove viene.

I Broccoletti del Lago hanno un legame più stretto con il paese: la scheda regionale del prodotto li collega in modo specifico a Passignano sul Trasimeno. Sono una coltura stagionale, quindi vanno cercati nella loro stagione senza aspettarli in ogni menù.

Olio e vino completano il quadro. L'intero territorio comunale rientra nella zona dell'olio Umbria DOP che può riportare la menzione aggiuntiva Colli del Trasimeno, mentre solo una parte del comune ricade nell'area della DOC Trasimeno per il vino. L'etichetta dice quale bottiglia ne fa parte.

Dalla Rocca al lago vissuto

Passignano si capisce muovendosi tra altezza e acqua. La Rocca, con la sua veduta sul lago, spiega il passato difensivo del paese. Nella Rocca, il Museo delle Barche racconta la vita di lavoro sul lago, dalle piroghe del 1200 circa al barchetto del gorro usato per la pesca con le reti fino agli anni Trenta.

Il Palio lega le due cose ogni luglio, quando le barche vengono portate in spalla dall'acqua su per le vie del centro. Castel Rigone e il suo santuario meritano un'uscita a parte, senza fretta, tra le colline, e un pomeriggio lento va lasciato alla riva.

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