Salta al contenuto

Panicale, in breve.

Panicale in un minuto

Panicale è un comune dell'Umbria, in provincia di Perugia, e il borgo collinare che la maggior parte dei visitatori immagina ne è soltanto il capoluogo. Lo statuto comunale nomina insieme Casalini, Missiano, Macereto, Colle Calzolaro, Colle San Paolo, Montali, Mongiovino, Colgiordano, Gioveto, Tavernelle e Panicale come frazioni e località, e indica Panicale stessa come capoluogo.

Il Comune descrive Tavernelle, giù in pianura, come il cuore economico, produttivo e commerciale del territorio. Ne esce una mappa mentale utile: il borgo murato in collina è il nucleo storico e artistico, Tavernelle è dove si concentrano la vita quotidiana e il commercio, mentre la riva del lago e i boschi di querce appartengono al paesaggio comunale più ampio.

Un terrazzo sul Trasimeno

Panicale sorge sul versante orientale del Monte Petrarvella, e il Comune la definisce il più bel terrazzo naturale sul lago Trasimeno. Il castello medievale fu disegnato come tre piazze racchiuse in ellissi concentriche, un tempo circondate da un fossato e aperte da due porte, una verso Perugia e una verso Firenze. Porta Perugina e Porta Fiorentina segnano ancora quegli accessi, e le strade che curvano e salgono danno al borgo la sua fisionomia compatta e stratificata.

La fontana in travertino accanto a Porta Perugina nacque come cisterna del paese e reca la data 1473. Più in alto, il Palazzo del Podestà, gotico-lombardo e del XIV secolo, custodisce gli archivi comunale e notarile, con documenti che risalgono al 1312. Quegli archivi ricordano che Panicale fu luogo di notai, statuti e orgoglio civico molto prima di diventare meta di visita.

Anche il nome è un piccolo enigma che il Comune racconta volentieri: potrebbe venire da Pani calet, dove ardevano are al dio Pan, da pan colis, luogo dove si coltiva il panìco, o dal poetico Pan Kalon, dove tutto è bello. Il primo statuto comunale di Panicale fu compilato in latino nel 1316 dal notaio Pietro di Vannuccio e volgarizzato nel 1484, e il Comune ricorda che nel 1543 papa Paolo III la dichiarò terra insigne.

San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo è la chiesa parrocchiale del centro storico, con radici medievali. Il censimento nazionale delle chiese italiane la documenta già nel 1266, ne registra la consacrazione nel 1666 e data la cupola al 1687 e la facciata al 1690 circa. La chiesa che si vede oggi è cresciuta per strati: un nucleo medievale che ha ricevuto nel Seicento la sua attuale dignità.

San Sebastiano e l'affresco del Perugino

San Sebastiano è la grande tappa artistica del paese. La chiesa fu rimaneggiata nel 1623. Sulla parete di fondo si trova l'affresco di Pietro Vannucci con il Martirio di san Sebastiano, datato 1505.

Il Perugino colloca il santo in un'architettura serena e misurata che si apre su un paesaggio morbido, e il lago e le colline reali appena fuori dalla porta fanno sembrare la veduta dipinta un prolungamento del luogo.

La chiesa ospita anche un affresco staccato con la Madonna in trono e angeli, trasferito qui nel 1884 dalla chiesa di Sant'Agostino, dove era stato spostato dalla parete destra a un altare per via dell'umidità. Il Comune lo attribuisce alla scuola del Perugino, e ne fa un bel compagno dell'affresco del maestro.

Teatro Cesare Caporali

Il teatro racconta una piccola storia italiana di ambizione. Nel 1694 era attiva una società filodrammatica, nel 1786 seguì un Teatro del Sole in legno, e Giovanni Caproni ricostruì la sala come Teatro Cesare Caporali, riaperta nel 1858.

Il sipario principale è di Mariano Piervittori e raffigura Boldrino Paneri che riceve le chiavi di Perugia, una scena civica che lega il palcoscenico alla storia della regione.

Sant'Agostino e il Museo del Tulle

Appena fuori Porta Fiorentina, l'ex chiesa di Sant'Agostino fu avviata nel XIV secolo dai frati eremitani e terminata nel 1502, data incisa sul portale. L'altare centrale in pietra serena, opera di Giambattista di Cristoforo da Cortona, porta la data del 18 marzo 1513. La pianta è un semplice rettangolo coperto da un tetto a capanna su cinque capriate lignee, e in origine la chiesa aveva tre altari.

Dal 2001 la chiesa ospita il Museo del Tulle Anita Belleschi Grifoni, di proprietà comunale e dedicato al tulle ricamato e alla tradizione locale nota come Ars panicalensis. Nella pagina dedicata ai musei il Comune ricorda che Anita Belleschi Grifoni realizzò lavori per la famiglia reale dei Savoia, il che dà al mestiere un tocco di storia di corte.

Vedere questo paziente lavoro d'ago dentro una chiesa rinascimentale, sotto lo stesso tetto di quell'altare, è uno dei piaceri più caratteristici di Panicale.

I restauri hanno riportato alla luce altre tracce del passato della chiesa. Nel 1855 i lavori scoprirono santi e una Madonna con Bambino attorno al portale, e un restauro del 1981 rivelò frammenti del Cinque e Seicento che mostrano come l'interno fosse un tempo interamente affrescato.

Madonna della Sbarra

La chiesa della Madonna della Sbarra fu costruita su richiesta della comunità dopo la comparsa, nel 1415, di un'immagine mariana ritenuta miracolosa. Un breve di Paolo V passò poi la gestione dal clero alla comunità locale, e il paese tenne una dettagliata contabilità della chiesa fino al 1860.

In origine la chiesa aveva cinque altari, dotati di arredi liturgici dal Seicento all'Ottocento, e un museo di arredi e tessuti sacri conserva oggi parte di quella ricchezza devozionale. La vicenda mostra come un piccolo paese umbro abbia plasmato la propria devozione attraverso scelte della comunità e non solo del clero, e perché la chiesa sia cara come luogo civico oltre che religioso.

La Collezione Mariottini

Palazzo Zucchetti è un municipio in piena attività e ospita anche la Collezione Mariottini: 31 tele commissionate da Francesco Mariottini tra il 1765 e il 1780 per quelle che oggi sono la sala del Consiglio e la sala della Giunta. Il pezzo forte è una tela con 48 medaglioni che ritraggono persone legate a Panicale, una sorta di album di famiglia civico del Settecento.

Il Comune la chiama Pinacoteca F. Mariottini e la raggruppa con il museo del tulle e con il museo degli arredi sacri della Madonna della Sbarra, i tre musei che formano il piccolo ma appagante circuito museale del paese.

Mongiovino

Sotto l'antico insediamento fortificato di Mongiovino Vecchio sorge il Santuario della Madonna di Mongiovino, a pianta a croce greca in arenaria e coronato da una cupola ottagonale. Il materiale regionale ne collega la costruzione, dal 1524, all'architetto Rocco da Vicenza, e il Comune ne registra la consacrazione nel 1646: il santuario impiegò ben oltre un secolo per raggiungere la forma definitiva.

All'interno il centro della devozione è una Madonna con Bambino del Trecento. Intorno si trovano una Deposizione di Arrigo Fiammingo, una Resurrezione di Niccolò Circignani detto il Pomarancio e un'Incoronazione di Maria nella cupola di Mattia Batini, un piccolo compendio di pittura manierista in una chiesa di campagna.

Il lago, il parco e i boschi di Panicarola

A parte, i Boschi e brughiere di Panicarola, circa 274 ettari di landa, prateria umida e bosco di querce vicino alla sponda meridionale, si trovano interamente nel territorio comunale. Il borgo in collina non è sull'acqua, quindi il paesaggio funziona meglio come due scene: il paese in alto e, in basso, il territorio del lago e dei boschi.

Olio d'oliva e sapori del lago

Panicale rientra nell'area Colli del Trasimeno dell'olio extravergine Umbria DOP, il che significa che le colline intorno al paese sono terra di ulivi. I registri regionali dei prodotti tradizionali ricordano anche i pesci tipici del lago, tra cui anguilla, carpa, tinca, luccio e persico reale, accanto a classici umbri come la torta al testo e gli umbricelli. Sono tradizioni regionali, ma restano una buona guida a ciò che conviene cercare.

Una lettera dall’Italia, una volta al mese.

I luoghi, le tavole e gli artigiani che per noi valgono il vostro tempo. Una sola email, niente rumore.

Una lettera al mese. Potete disiscrivervi in qualsiasi momento. Non condividiamo mai il vostro indirizzo.

Aiutaci a fare meglio

Di che cosa si tratta?