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Narni, in breve.

Un comune di molti borghi

Narni si estende per quasi 197 chilometri quadrati, e la città sul colle che gli dà il nome è soltanto una parte del quadro. Lo statuto comunale riconosce i tre terzieri del centro storico, e il territorio oltre di essi è fatto di borghi e castelli distinti.

Oltre la sommità del colle il comune conta undici castelli e i villaggi di Narni Scalo, Vigne e Stifone, ciascuno meritevole di una deviazione.

Da Nequinum alla Narnia romana

Prima di Roma, qui sorgeva un insediamento umbro noto come Nequinum. Dopo la conquista romana del 299 a.C. divenne la colonia latina di Narnia, dal nome del fiume Nar.

Narnia sorgeva su un crocevia fra i centri della valle del Tevere, Ocriculum e Ameria, e l'Umbria interna, e la via Flaminia, costruita intorno al 220 a.C., l'attraversava in direzione di Carsulae e Interamna. La città ottenne lo status di municipio dopo la guerra sociale e ospitava un porto fluviale e un cantiere navale presso l'odierna Stifone. L'imperatore Nerva nacque a Narnia nel 30 d.C. e regnò dal 96 al 98.

Il Ponte d'Augusto segna l'attraversamento del Nera lungo la Flaminia. Costruito con blocchi di travertino in relazione ai lavori sulla via Flaminia sotto Augusto, fu concepito con tre o forse quattro arcate, e l'arcata principale era alta circa 30 metri per una lunghezza complessiva di circa 160 metri, finché un terremoto nell'847 lo danneggiò e un'alluvione nel 1053 lo fece crollare. Oggi restano un arco e i ruderi di due pilastri.

Ponte Cardona appartiene a un altro sistema romano: è l'ultimo dei quattro ponti dell'acquedotto della Formina, insieme al Pennina, al Ponte Vecchio e al Ponte Nuovo, costruito fra il 24 e il 33 d.C. sotto il curator aquae Marco Cocceio Nerva.

Piazza dei Priori e il cuore civico

Piazza dei Priori riunisce il Palazzo Comunale, il Palazzo dei Priori con la sua loggia, la fontana pubblica e la coppa bronzea medievale superstite.

Palazzo Eroli si leva accanto alla chiesa di San Francesco. Fu costruito fra il 1660 e il 1700, rimase alla famiglia Eroli fino al 1984 e, dal restauro del 2007, ospita il Museo della città e del territorio e la biblioteca comunale. La sezione archeologica va dalla preistoria al Medioevo e la pinacoteca riunisce opere dal XIV al XVIII secolo.

Le opere più note sono l'Incoronazione della Vergine di Domenico Ghirlandaio, commissionata nel 1486 per la chiesa di San Girolamo, e l'Annunciazione di Benozzo Gozzoli. Il museo espone anche una mummia egizia con un sarcofago ligneo decorato, benché un esame del 1993 abbia concluso che i resti e la bara in origine non appartenevano insieme, oltre a una coppa di bronzo del 1303 proveniente dalla Fontana dei Priori.

La Rocca e la città sotterranea

La Rocca Albornoziana fu costruita a partire dal 1367 per incarico del cardinale Egidio Albornoz e ultimata nel 1378. È una fortezza quadrangolare con quattro torri angolari, una delle quali più alta, il maschio, e serviva alla difesa pontificia del territorio fra Perugia, Terni e Amelia, vegliando sulla via Flaminia.

Cadde in mano a Pandolfo Malatesta nel 1396 e a Braccio da Montone nel 1417 prima di tornare al papato, e fu danneggiata nel Sacco di Roma del 1527 e di nuovo dalle truppe francesi nel 1789. Lo Stato italiano la acquisì nel 1860, un principe russo la possedette dal 1906 al 1972 e oggi appartiene al Comune.

Verso la fine del Quattrocento papa Sisto IV fece costruire il muro che ancora oggi collega la Rocca alla Porta delle Arvolte, o Porta Ternana. Il primo castellano, dal 1370, fu Pietro il Norico, e sulla porta furono collocati quattro stemmi: quelli di papa Urbano V, del suo successore Gregorio XI e dei cardinali Anglico de Grimoard e Filippo d'Alençon.

Narni Sotterranea è un percorso guidato negli ambienti sotto l'ex complesso di Santa Maria Maggiore, poi San Domenico. Parte da una chiesa del XII secolo riscoperta nel 1979, che conserva alcuni degli affreschi più antichi della città, e tocca una grande cisterna romana e un ambiente che il gestore descrive come tribunale dell'Inquisizione, con una cella per prigionieri i cui graffiti includono un messaggio in un codice mai interamente decifrato.

San Giovenale e il paesaggio sacro

La cattedrale onora San Giovenale, primo vescovo di Narni nel IV secolo, sepolto in una cavità della roccia fuori dalle mura che divenne meta di pellegrinaggio. La chiesa attuale risale alla fine dell'XI o all'inizio del XII secolo, e papa Eugenio III consacrò qui nel 1145 un oratorio di San Giovenale, forse l'edificio precedente sopra la tomba. È una basilica a tre navate con transetto, con un campanile innalzato all'inizio del Quattrocento.

All'interno si osservano il coro attribuito al Vecchietta, i pulpiti monumentali del 1490, la grande Apoteosi di San Giovenale di Girolamo Troppa e gli affreschi quattrocenteschi delle sette cappelle absidali. Le reliquie del santo sono venerate in un'urna di marmo nero collocata nella confessione nel 1649.

Una chiesa precedente sul sito aveva l'altare, sopra la tomba del martire, decorato da un mosaico con la Maiestas Domini, il Cristo in maestà, a cavallo fra XI e XII secolo, di cui restano consistenti tracce. Nell'878 Adalberto I di Toscana trafugò le reliquie di San Giovenale portandole a Lucca; papa Giovanni VIII lo scomunicò finché non le restituì, nell'880.

La mappa sacra di Narni si estende oltre la città. L'abbazia di San Cassiano ha probabilmente origini nel VI secolo, al tempo del generale bizantino Belisario, e fu fondata o concessa in uso a monaci benedettini. La prima menzione documentata compare nelle carte dell'abbazia di Farfa nel 1081, ma un'iscrizione trovata nei restauri degli anni Settanta ne attesta l'esistenza almeno dalla metà del X secolo. La chiesa ha pianta a croce greca con tre navate e sorge sulle pendici del monte Santa Croce, sopra le gole del Nera e l'antico tracciato della via Flaminia.

Il Sacro Speco di Sant'Urbano nacque da una grotta naturale in cui alcuni eremiti costruirono una cappella intorno all'anno 1000. San Francesco vi giunse nel 1213, la cappella di San Silvestro conserva affreschi trecenteschi e i francescani lo indicano come il luogo francescano più antico della Valnerina.

Le gole del Nera

La pianificazione paesaggistica regionale considera le gole, la fortezza, la città sotterranea, il Ponte d'Augusto, gli oliveti, le forme rocciose e idrauliche, i mulini e i borghi storici come un unico sistema paesaggistico connesso.

Un progetto regionale ha trasformato una vecchia linea ferroviaria in un percorso ciclopedonale che parte presso il Ponte d'Augusto e segue le gole verso il Lago di San Liberato.

La Corsa all'Anello e i terzieri

I tre terzieri di Narni dividono il centro storico. Il Mezule, detto anche Parte de Sopra, va da poco sopra piazza Garibaldi fino alla Rocca. Fraporta è la zona centrale, con piazza dei Priori e il Duomo. Santa Maria occupa la parte nord-ovest della città, dall'antica chiesa di Santa Maria Maggiore fino a Porta Polella.

La Corsa all'Anello è la loro sfida, con cortei in costume, spettacoli medievali e giostra, e una giuria di esperti assegna il Bravio, un drappo dipinto ogni anno da un artista contemporaneo, al terziere che si distingue di più in tutto il corteo.

Le radici sono antiche. Gli statuti della città del 1371 descrivevano già l'offerta dei ceri e la giostra equestre dedicata al patrono, San Giovenale. Nella Corsa all'Anello i cavalieri dei tre terzieri cercano di infilare con la lancia un anello sospeso di circa dieci centimetri di diametro, in tre manche, e vince il terziere con più punti. Le cerimonie religiose, fra cui le processioni e la benedizione dei cavalieri, restano centrali.

Vino e pampepato

Narni è un'indicazione geografica protetta registrata per il vino, e la sua zona di produzione comprende solo parte del comune. Il Ciliegiolo è un vitigno ammesso dalle regole dei vini protetti, ma non ha qui una denominazione propria.

Narni appartiene alla provincia di Terni, dunque vi si può produrre il Pampepato di Terni, detto anche Panpepato di Terni, dolce da forno protetto, e l'elenco umbro dei prodotti tradizionali colloca nella stessa provincia le ciriole, una pasta fresca.

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