Conosciuta come la Ringhiera dell'Umbria per le sue vedute dominanti, questa cittadina murata sul colle dà il nome al Sagrantino, uno dei rossi più profondi e tannici d'Italia, coltivato sui pendii sottostanti.
Montefalco in sintesi
Montefalco sorge su una collina sopra la Valle Umbra, in provincia di Perugia. Gli abitanti la chiamano la Ringhiera dell'Umbria, e basta uno sguardo alla valle distesa tra vigne e uliveti per capire perché.
Tre cose hanno reso famoso il paese: il Sagrantino, il rosso potente che porta il suo nome ben oltre l'Umbria; gli affreschi di Benozzo Gozzoli nell'ex chiesa di San Francesco; e un centro murato raccolto, da scoprire senza fretta.
Il comune si estende ben oltre le mura. Il conteggio Istat del 2021 elenca dodici centri abitati e diciassette nuclei abitati minori sparsi tra le colline, tra cui Fabbri, Fratta e Turri: il vero Montefalco è un paesaggio oltre che un borgo.
Il borgo e le sue vigne
Il centro storico corona una collina e orienta lo sguardo su un paesaggio agricolo molto più ampio. Gran parte di quel territorio, vigneti, uliveti, cascine e corsi d'acqua, è terra di lavoro o proprietà privata e non un parco panoramico: è una campagna da attraversare in auto, da assaggiare e da fotografare dai margini.
Conviene leggere Montefalco su tre scale. Dentro le mura, le strade convergono su Piazza del Comune e collegano edifici civili e religiosi. Oltre le mura, vigneti, uliveti, cantine e aziende agricole si estendono nel comune e in quelli vicini. Il più ampio territorio del vino di Montefalco comprende parti di Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell'Umbria e Gualdo Cattaneo, ciascuno con la propria amministrazione.
Tracce romane nel museo
Il passato romano di Montefalco si legge meglio nella sezione archeologica del museo di San Francesco. I materiali, trovati nel territorio e databili dal I secolo a.C., mostrano che qui si viveva già in età romana. Il pezzo più antico è un coperchio d'urna cineraria in arenaria con iscrizione latina in caratteri umbri, datata tra il II e il I secolo a.C., mentre un Ercole in marmo del I secolo a.C. copia un originale greco del IV secolo a.C.
Mura, piazza e centro civico
Piazza del Comune è il punto in cui arrivano le vie principali. Il Palazzo Comunale fu fondato nel 1270 con dimensioni contenute; nel Quattrocento ricevette un portico a pilastri ottagonali e una loggia rinascimentale sormontata da una terrazza sulla piazza, e sopra di esso si alza una torre campanaria. All'interno si trovano gli uffici comunali, una biblioteca di oltre 10.000 volumi con incunaboli e manoscritti e una sala consiliare che nel Settecento fu il Teatro dell'Aquila.
Sant'Agostino è un complesso stratificato. La chiesa fu costruita nel 1275 sopra una precedente chiesa di San Giovanni Battista, per volontà del frate agostiniano beato Angelo da Foligno, con una navata minore aggiunta nel 1327 e un chiostro in laterizio nel 1496. Conserva un crocifisso ligneo rinascimentale, affreschi del primo Quattrocento in sagrestia, opere di Melanzio e Jacopo di Vinciolo e le spoglie del beato Pellegrino e delle Beate Chiarelle.
L'ex chiesa di San Filippo Neri fu costruita nel 1705, a navata unica con abside semicircolare e frontone triangolare. Divenne teatro nel 1895 e, dopo profonde modifiche interne, è ancora un palcoscenico polivalente: il modo migliore per vederla è assistere a uno spettacolo.
Santa Chiara appartiene a una comunità viva, non soltanto al percorso turistico. Santa Chiara da Montefalco nacque intorno al 1268 e morì il 17 agosto 1308; agostiniana, divenne superiora del suo monastero nel 1291 e fu canonizzata nel 1881. Il suo corpo riposa nella chiesa delle monache agostiniane, che resta un luogo di preghiera.
San Francesco: il museo e i suoi affreschi
Il Complesso Museale di San Francesco è il fulcro culturale di Montefalco. Riunisce l'ex chiesa, la pinacoteca, la sezione archeologica e le cantine dei frati. I frati francescani costruirono la chiesa tra il 1335 e il 1338, con una navata centrale che termina in un'abside pentagonale e cappelle laterali rettangolari. Nel 1895 divenne museo civico e la pinacoteca trovò poi posto negli ambienti restaurati del convento intorno al 1990.
Il protagonista è l'abside. Nel 1452 Benozzo Gozzoli vi dipinse la vita di san Francesco: venti episodi in dodici scene su tre registri, commissionati da fra Jacopo Mactioli e considerati la prima grande prova della sua maturità di maestro indipendente. Il racconto si legge da sinistra a destra e dal registro più basso verso l'alto, con santi francescani e la Gloria di san Francesco nella volta. Cercate la scena in cui il santo benedice Montefalco, raffigurata tra i vigneti.
La Cappella di San Girolamo aggiunge una seconda commissione di Gozzoli dello stesso anno. La pagò Girolamo di Ser Giovanni Battista De Filippis in onore del santo di cui portava il nome e sulla parete di fondo un finto polittico dorato unisce la convenzione tardomedievale all'illusionismo rinascimentale, con drappeggi e architetture dipinti che sembrano sporgere dal muro.
Sulla controfacciata Perugino dipinse nel 1503 una composizione con Annunciazione, Eterno in gloria tra gli angeli e Natività. È un compagno più sommesso del ciclo narrativo di Gozzoli, opera di un altro maestro.
La pinacoteca conserva dipinti su tela e su tavola, affreschi staccati, tessili liturgici, arredi religiosi, un bersaglio del Saracino e abiti civili, per lo più provenienti da corporazioni religiose soppresse nel territorio e da chiese del circondario. Il museo nomina Antoniazzo Romano, Niccolò di Liberatore detto L'Alunno, Cristoforo di Iacopo, Melozzo da Forlì e, con numerose opere, il montefalchese Francesco Melanzio.
Agli amanti del vino consigliamo le cantine dei frati, aperte ai visitatori dal 2006. Conservano antiche vasche per la raccolta e la pigiatura delle uve; uno statuto comunale del 1692 le definisce le più grandi di Montefalco e un inventario del 1798 elenca vasche, botti e attrezzi vinari del convento. Accanto sono esposti strumenti sette-ottocenteschi di una collezione privata.
Sagrantino e Montefalco DOC
Montefalco Sagrantino è il nome protetto e DOCG è la menzione tradizionale italiana nel sistema delle denominazioni protette. È un vino rosso prodotto in due tipologie, Secco e Passito (da uve appassite), e il disciplinare nazionale impone uve Sagrantino al 100 per cento.
La zona di produzione è più ampia del paese. Il disciplinare comprende tutto Montefalco e parti delimitate di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell'Umbria, tutti in provincia di Perugia: l'indirizzo di una cantina non sempre dice dove siano cresciute le sue uve.
Il Montefalco DOC è una denominazione diversa, con quattro tipologie. Il Bianco richiede almeno il 50 per cento di Trebbiano Spoletino e il Grechetto almeno l'85 per cento di Grechetto, mentre Rosso e Rosso Riserva uniscono dal 60 all'80 per cento di Sangiovese e dal 10 al 25 per cento di Sagrantino, con altri vitigni non aromatici ammessi. La sua zona ha la stessa struttura di cinque comuni.
I numeri dietro il bicchiere sono severi. Il Sagrantino, in entrambe le tipologie, ha una resa massima di 8 tonnellate di uva per ettaro e richiede almeno 33 mesi di invecchiamento dal 1 dicembre dell'anno di vendemmia; il Secco comprende almeno 12 mesi in rovere ed entrambi almeno quattro mesi in bottiglia. Per il Montefalco DOC la resa massima è di 12 t/ha per Bianco e Grechetto e di 11 per Rosso e Riserva; il Rosso affina almeno 18 mesi e la Riserva 30, di cui 12 in legno.
Olio e cibi tradizionali
Montefalco rientra nella zona di produzione dell'olio Umbria DOP con la menzione geografica Colli Martani; il disciplinare nazionale lo elenca tra quindici territori per quella menzione. Un'etichetta che porta il nome protetto deve rispettare le regole su varietà, produzione e confezionamento: è il modo più semplice per distinguere un olio certificato da uno semplicemente venduto in zona.
Il registro regionale dei prodotti agroalimentari tradizionali elenca la torta al testo per la provincia di Perugia e torta al formaggio o di Pasqua, tozzetti e mostaccioli per l'Umbria nel suo insieme. Ordinateli come classici regionali: il registro garantisce le ricette, non la versione di una singola cucina.
Feste: Agosto Montefalchese ed Enologica
L'Agosto Montefalchese è la festa estiva del paese, un'estate di musica, danza, spettacoli e rievocazioni storiche. La Corsa dei Bovi è organizzata dall'Ente Fuga del Bove e la festa di santa Chiara porta la processione delle lampade la sera della vigilia e una messa solenne nella sua chiesa il 17 agosto.
La Fuga del Bove, la fuga scenica di un bue per le vie del centro, è un orgoglioso pezzo di teatro locale più che un rito antico: il Comune attribuisce a Silvestro Nessi l'invenzione di questa rievocazione moderna e un ente organizzatore stabile la mantiene viva.
A settembre il Consorzio Tutela Vini Montefalco e la Strada del Sagrantino organizzano Enologica Montefalco, un fine settimana del vino che abbina le degustazioni di Montefalco Sagrantino DOCG, Montefalco DOC e Spoleto DOC a cibo, arte, musica, laboratori ed eventi in cantina. La partecipazione è su prenotazione e le cantine coinvolte coprono l'intero territorio della denominazione, non solo il paese.
Come organizzare la visita
Un borgo di pietra su una collina richiede scarpe comode: dentro le mura si trovano selciato, pendenze, gradini e vie strette. Cominciate da San Francesco, il cuore della visita, poi aggiungete Sant'Agostino, San Filippo Neri e la piazza.
Riservate le vigne a una giornata separata, con un autista che non beve o un trasferimento prenotato, e prenotate le degustazioni in anticipo. Poiché orari e accessi cambiano, confermate apertura e ingressi con ogni sito e cantina prima di partire.









