Baschi in breve
Baschi non è una destinazione compatta. È un comune in provincia di Terni, nell'Umbria sud-occidentale, dove borgo collinare, frazioni sparse, officine ceramiche romane e paesaggio lacustre occupano angoli diversi del territorio. Gli archivi regionali nominano tra le sue località Baschi, Acqualoreto, Baschi Scalo, Cerreto, Civitella del Lago, Collelungo, Morre, Morruzze, Scoppieto e Vagli.
Questa dispersione è parte del fascino. Baschi ripaga chi ama leggere il paesaggio a strati: prima i vicoli di pietra, poi un castello medievale, poi un distretto di officine romane, infine l'ampia acqua verde della valle del Tevere.
Dall'avvallamento etrusco allo Stato italiano
Il paese sorge a circa 165 metri sul livello del mare, tra avvallamenti e conche lungo il Tevere, e il suo nome viene fatto risalire al latino vasculum, piccolo bacino. Il racconto locale lo indica come probabilmente di origine etrusca, con abbondanti tracce di epoca romana.
Dall'XI secolo Baschi visse da libero comune e fu dominato dalla potente signoria ghibellina dei Baschi. La storia diventa civica nel 1860, quando Baschi votò, insieme a Orvieto e a Todi, l'annessione al nuovo Stato italiano.
I Buchi e il Palazzo Municipale
Il cuore antico di Baschi si chiama I Buchi, un compatto nucleo medievale di piccole case e vicoli stretti. Lo si esplora meglio a piedi e senza programma, come si scivola in un borgo delle colline orvietane.
Il Palazzo Municipale è il fulcro del centro. Il suo impianto medievale risale al 1200 circa, e sotto Ranuccio dei Baschi, intorno al 1500, vi furono aggiunti inserimenti rinascimentali, quando il palazzo era sede di una piccola corte con domini dalla Teverina a Orbetello. La sala consiliare conserva gli stipiti originali e il palazzo ospita anche il museo archeologico del paese.
San Nicolò
La chiesa parrocchiale di San Nicolò è costruita in pietra arenaria locale. La fonte comunale fa risalire al 1576 la ricostruzione e attribuisce a Ippolito Scalza il progetto e circa dieci anni di lavori, con Antonio Carrarino subentrato solo nell'ultima fase, durante la costruzione del campanile. È un'aula unica con due cappelle.
L'interno è di spirito toscano, con soffitto a cassettoni, e Scalza si ispirò a modelli fiorentini, in particolare all'opera di Simone Pollaiolo. La cappella del Sacramento conserva un trittico del 1440 di Giovanni di Paolo con la Madonna, san Nicola e un altro santo.
È una parrocchia viva, documentata dal 1562 e ancora parte della Diocesi di Orvieto-Todi. La si visita come ogni chiesa in uso: in silenzio e fuori dalle funzioni, non durante.
Civitella del Lago e l'Ovoteca
Civitella del Lago è la più suggestiva tra le frazioni di Baschi, un piccolo borgo fortificato con due ingressi medievali. Uno è la Guardiola, detta anche Portella, datata all'inizio del 1500. Palazzo degli Atti fu costruito da Venturino e Diomede degli Atti dopo il passaggio di Carlo VIII e ha ampi saloni e scalinate monumentali. L'Arco di Diomede introduce in una corte medievale ornata dallo stemma degli Atti, da riferimenti medicei e dal volto dello stesso Diomede.
Poi arriva la sorpresa più simpatica. Il Museo Ovoteca, in Piazza Mazzini, raccoglie uova dipinte e scolpite da professionisti, dilettanti e studenti per il concorso Ovo Pinto, che risale al 1982. È un contrappunto giocoso, molto umbro, a tanta pietra.
L'Antiquarium
L'Antiquarium Museo Archeologico di Baschi occupa il piano terreno e il seminterrato del palazzo comunale, in Piazza del Comune, dove si trova dal 2000. La raccolta territoriale copre reperti dal XIII secolo a.C. al VI secolo d.C., con Scoppieto al centro del piano principale.
Il museo custodisce anche La Marroca, un mascherone rinascimentale in pietra arenaria di provenienza sconosciuta, un tempo usato per decorare la bocca di una fontana. È un oggetto piccolo e ricco di carattere, e ricorda che in borghi come questo i pezzi più belli sono spesso quelli la cui storia nessuno conosce fino in fondo.
Scoppieto: un distretto ceramico romano
Scoppieto è il vertice archeologico del comune e un vero gioiello nascosto. Il Ministero della Cultura descrive un altopiano con una fase santuariale a partire dal IV secolo a.C. e un'officina ceramica dalla fine del I secolo a.C., seguite da un uso abitativo. Sono stati messi in luce circa 2.000 metri quadrati.
La storia locale spiega perché conti. Scoppieto fu un insediamento produttivo di terra sigillata fine della prima età imperiale, dove i vasai Lucius Plotidius Por() e Lucius Plotidius Zosimus gestirono una fabbrica descritta come attiva fino al 70-80 d.C. circa. Lo scavo, avviato nel settembre 1995, riportò alla luce otto vani in due settori paralleli, con una fornace e vasche di decantazione.
I reperti sono altrettanto evocativi: terra sigillata, lucerne e laterizi, insieme a postazioni di ceramisti, vasche di decantazione, torni e bracieri. Le firme impresse e la distribuzione mediterranea collegano il sito a una produzione ceramica romana organizzata e a scambi di lungo raggio. È un luogo affascinante per immaginare la produzione del vasellame da tavola romano.
Lago di Corbara e il Tevere
A ovest del borgo il paesaggio si apre sul Lago di Corbara, un bacino artificiale del Tevere con la diga a circa tre chilometri dalla confluenza del Paglia. I dati regionali riportano circa 207 milioni di metri cubi di capacità, 10,5 chilometri quadrati di superficie e una profondità massima di 51 metri.
Il bacino fa parte del Parco Fluviale del Tevere, di circa 7.925 ettari lungo circa 50 chilometri di fiume in sette comuni, tra cui Baschi. Il parco comprende i laghi di Corbara e di Alviano, la Gola del Forello e la valle della Pasquarella.
Sul fiume sorge il Convento di Sant'Angelo di Pantanelli, lascito della famiglia dei Baschi. La fonte comunale afferma che ospitò Jacopone da Todi, autore dello Stabat Mater, e san Bernardino da Siena. La tradizione fa risalire la fondazione al 1216, con la partecipazione personale di san Francesco, e il luogo conserva la grotta in cui si dice che il santo pregasse e soggiornasse e uno scoglio sul Tevere da cui si dice predicasse ai pesci. Un affresco del 1400 circa, scoperto nel 1973 sull'altare maggiore, raffigura una crocifissione con san Francesco.
Nella gola del Forello, sulla strada verso Todi, l'eremo della Pasquarella fu fondato nell'XI secolo e ricostruito nel 1880 da don Giuseppe Bernardi.
Valli e gole protette
La campagna del Tevere attorno a Baschi gode di diverse tutele europee. Il Lago di Corbara e la Gola del Forello sono zone speciali di conservazione condivise con Orvieto. La Valle Pasquarella ricade a Baschi, e il comune è tra i sei che condividono la zona di protezione speciale Valle del Tevere: Laghi di Corbara - Alviano.
Olio e vino
Baschi rientra in due geografie protette del cibo e del vino. Il suo olio appartiene alla menzione geografica Colli Orvietani dell'olio Umbria DOP.
Il suo vino è il Lago di Corbara DOC. L'intero territorio comunale ricade nella zona di produzione delle uve, insieme a una parte delimitata di Orvieto. In questa parte d'Umbria cercate l'etichetta Corbara quando assaggiate.
Leggere Baschi dal borgo al fiume
Baschi si comprende meglio come successione di paesaggi. Si comincia tra i vicoli dei Buchi, dove la scala è domestica e il palazzo municipale riunisce storia civica e archeologia. San Nicolò aggiunge il ritmo di una parrocchia viva.
Scoppieto fa da ponte tra il suolo locale e il Mediterraneo. Le officine, le ceramiche bollate e la circolazione dei manufatti mostrano che questo angolo tranquillo d'Umbria partecipava alla manifattura e ai commerci romani. Civitella del Lago cambia registro con le sue porte, la corte medievale e la giocosa Ovoteca. Più a ovest, il Tevere e il Lago di Corbara sostituiscono i vicoli di pietra con acqua ampia, pendii boscosi e habitat protetti.
Questa progressione dà a Baschi una varietà rara: vicoli raccolti al mattino, archeologia romana nelle ore centrali e il paesaggio aperto del Tevere verso sera. Dedicategli una giornata intera e lasciate che le distanze tra i luoghi facciano parte del racconto.









