Acquasparta in breve
Acquasparta è un comune della provincia di Terni. La pianificazione comunale considera capoluogo il centro storico insieme alle aree urbane e periurbane circostanti e una relazione tecnica approvata nel 2024 nomina nove frazioni: Casigliano, Castel del Monte, Configni, Firenzuola, Macerino, Portaria, Rosaro, Selvarelle e Scoppio. Il piano strutturale aggiunge un secondo vocabolario di centri minori, tra cui L'Eremita, Colle Cedio, Cisterna, Colle Campo e Case Legai.
Il Comune presenta il capoluogo come un centro dall'aspetto medievale con resti della cinta muraria e Porta Vecchia, e il piano strutturale conserva il centro storico come parte distinta del capoluogo.
Il modo migliore di leggere Acquasparta passa per più strati connessi. Il primo è il capoluogo, con Palazzo Cesi, Piazza Federico Cesi, Porta Vecchia e le chiese. Il secondo è la storia scientifica di Federico Cesi, dell'Accademia dei Lincei e di Galileo. Il terzo è il territorio più ampio, con frazioni fortificate, paesaggi delle acque minerali, la valle della Naia e i Monti Martani. Carsulae e Ponte Fonnaia meritano un viaggio a sé, ma appartengono a comuni vicini.
Acquasparta sorge a circa 318 metri nella valle della Naia, affluente del Tevere, e il suo nome risale al romano ad Aquas Partas; poco lontano sgorga la sorgente Amerino, un'acqua minerale bicarbonato-calcica. Secondo SIUSA l'imperatore Ottone I concesse le terre al conte Arnolfo, i cui discendenti, i Bentivenga, controllarono il territorio fino al dominio di Todi intorno al 1233.
Nel Medioevo fu un forte castello, inizialmente soggetto a Todi, finché nel 1387 papa Urbano VI lo trasferì a Catalano degli Atti. Nel 1489 papa Innocenzo VIII, con un breve, lo dichiarò terra franca sottraendolo a Todi e nel 1860 il paese entrò a far parte della provincia dell'Umbria nell'Italia unita.
Il figlio medievale più noto di Acquasparta è Matteo d'Acquasparta, nato qui intorno al 1240. Divenne ministro generale dei francescani nel 1287 e cardinale nel 1288, operò come pacificatore pontificio a Firenze intorno al 1300, è citato da Dante nel Paradiso e morì a Roma nel 1302.
Il capoluogo e le sue frazioni
Il capoluogo è l'insediamento centrale del comune, non un secondo comune, e le nove frazioni della relazione tecnica del 2024 si dispongono attorno a esso tra le colline e le valli del territorio.
Gli anni dei Cesi hanno plasmato il paese. Nel 1538 papa Paolo III fece passare Acquasparta a Pier Luigi Farnese, che la permutò con i possedimenti della figlia di Bartolomeo d'Alviano, portando la signoria ai Cesi; nel 1588 Sisto V la elevò a ducato, con Federico Cesi, padre del fondatore dei Lincei, primo duca. I titoli della famiglia comprendevano anche il marchesato di Monticelli (1572) e il principato di Sant'Angelo e San Polo (1613). Tra il castello medievale, la corte ducale e l'accademia scientifica, il paese concentra più epoche in uno spazio ridotto.
Intorno al 1500, coinvolta nelle lotte intestine di Todi, Acquasparta fu assalita ed espugnata da Altobello da Chiaravalle. Papa Alessandro VI rispose mandando un esercito comandato dai migliori capitani di ventura dell'epoca, che distrusse il castello, catturò Altobello e riunì di nuovo la città alle Terre Arnolfe. Con Federico II, figlio del primo duca e fondatore dei Lincei, Acquasparta raggiunse il massimo splendore; seguirono la peste del 1630, anno della sua morte, e il sisma del 1703, che devastò buona parte dell'Appennino centrale.
Anche il mondo esterno la raggiunse. Nel 1798 fu costituita la municipalità di Acquasparta, sottomessa a quella di Spoleto. Dopo la caduta di Napoleone si riaffermò il potere papale diretto e il motu proprio di Pio VII del 6 luglio 1816 classificò Acquasparta come luogo baronale del Governo distrettuale di Terni, nella Delegazione di Spoleto. Nel 1827 la riforma di Leone XII ne fece una podesteria soggetta al Governatore di Terni, assetto che durò fino all'Unità d'Italia, e nel 1927, con la soppressione della Provincia dell'Umbria, Acquasparta fu assegnata alla nuova Provincia di Terni.
Palazzo Cesi
Palazzo Cesi è una dimora cinquecentesca dei Cesi nel centro di Acquasparta. Le fonti regionale e lincea riferiscono che il progetto di ampliamento iniziò nel 1561 con Guidetto Guidetti e proseguì con Giovan Domenico Bianchi, per concludersi intorno al 1579; Treccani ne sottolinea la grandiosa corte a loggiato.
L'interno è un sistema decorativo stratificato. Il piano nobile presenta immagini dinastiche e militari, stemmi Cesi, soffitti lignei a cassettoni e l'emblema della lince dei Lincei. Le sale del piano terra attingono a temi mitologici, soprattutto alle Metamorfosi di Ovidio.
Federico Cesi, i Lincei e Galileo
Nato a Roma il 26 febbraio 1585, Federico Cesi fondò l'Accademia dei Lincei nel 1603, a diciotto anni, nella propria residenza, con Johannes van Heeck, Anastasio de Filiis e Francesco Stelluti. Dopo un primo periodo di opposizione familiare, i fondatori ripresero a riunirsi nel palazzo di Acquasparta. Dal 1618 Palazzo Cesi divenne la residenza di Federico e una sede ufficiale dell'accademia.
La cronologia del Museo Galileo colloca Galileo ad Acquasparta come ospite di Federico Cesi dall'8 al 21 aprile 1624 e la fonte lincea identifica in Palazzo Cesi la residenza in cui soggiornò.
Federico Cesi morì per febbri acute ad Acquasparta il 1º agosto 1630 e fu sepolto nella cappella gentilizia. Nel 1800 Federico IX, ultimo discendente diretto della famiglia, rinunciò ai diritti su queste terre, ad eccezione del titolo, e subentrò il potere papale diretto.
Chiese e opere
BeWeB registra la Parrocchia dei Santi Stefano e Cecilia ad Acquasparta, accanto a Santa Cecilia e agli altri edifici sacri e alle fondazioni confraternali del paese.
Santa Cecilia conserva un'abside del XII secolo, la cappella Cesi commissionata nel 1581 da Isabella Liviani Cesi e sette tele datate in generale dal tardo Cinquecento al tardo Settecento.
San Francesco sorge fuori dalle mura e risale a una commissione del 1294 del cardinale Matteo Bentivenga d'Acquasparta. La scheda regionale distingue la chiesa dai resti del chiostro e del convento e ricorda una Madonna della Stella, una tela di San Francesco descritta come copia e un Crocifisso ligneo del Trecento.
Un dipinto a olio del 1762 con Santa Cecilia e San Valeriano incoronati da un angelo è catalogato dall'ICCD come appartenente ad Acquasparta.
La chiesa della Madonna del Giglio sorge di fronte alla Porta Vecchia, che un tempo consentiva l'accesso al paese, e risale al Seicento; all'interno sono visibili molti affreschi, alcuni ben conservati.
La Chiesa del Sacramento fu costruita nel 1684 nella contrada della Piazza Vecchia per la Società del Santissimo Sacramento. Di pianta quadrata, ebbe un tetto in legno con capriata fino alla metà dell'Ottocento e all'interno conserva un pezzo di mosaico romano proveniente dall'antica città di Carsulae.
Tracce romane e siti vicini
La relazione archeologica di pianificazione comunale descrive ritrovamenti diffusi e resti antichi in situ lungo il corridoio della Via Flaminia, presso Carsulae, lungo il collegamento dei Monti Martani e nelle colline verso Massa Martana e Todi. Descrive un paesaggio di sensibilità archeologica, non un unico parco archeologico né un percorso di visita.
Carsulae, il grande sito romano appena fuori dal comune, ha il suo indirizzo ufficiale nel comune di Terni. È una visita vicina di grande interesse e dà contesto ai materiali romani delle colline di Acquasparta.
Umbria Tourism identifica Ponte Fonnaia con Massa Martana, perciò anch'esso è una tappa vicina e non parte di Acquasparta.
Monti Martani e valle della Naia
La cartografia regionale colloca Acquasparta nel sistema identitario FN 6 Monti Martani, che sottolinea la catena montuosa, i boschi e un paesaggio integrato di acque e città termali che comprende Acquasparta e Fonte Amerino. La pianificazione comunale distingue zone di montagna, di pianura e di collina e descrive la valle della Naia tra il sistema martano e le colline di travertino.
Scoppio, Macerino, Portaria e i collegamenti in quota aggiungono un altro tipo di profondità: abbandono storico, fortificazioni, transumanza e paesaggio di montagna.
Patrimonio delle acque
L'acqua è centrale nell'identità civica, nella geologia e nell'industria moderna di Acquasparta. Le fonti regionali associano il comune ad Amerino, Fabia, Fonte Aura e Grazia Sorgenti di Acquasparta e UmbriaGeo tratta Acquasparta e Fonte Amerino come parte del paesaggio delle acque e delle città termali dei Monti Martani.
Festa del Rinascimento
La Festa del Rinascimento mette in gara le contrade San Cristoforo, Porta Vecchia e Il Ghetto, con appuntamenti in Piazza Federico Cesi, Palazzo Cesi e nelle taverne delle contrade. Offre ad Acquasparta un modo vivo e pubblico di interpretare la storia di Cesi e dei Lincei.
Olio e vino
Acquasparta rientra in due zone di produzione tutelate. Il disciplinare dell'olio extravergine Umbria DOP comprende l'intero territorio comunale nella menzione geografica Colli Martani.
Il disciplinare della DOC Colli Martani comprende inoltre Acquasparta nella zona di produzione delle uve.









