Il castello della famiglia Falletti a Barolo è il luogo dove, a metà Ottocento, nacque di fatto la versione moderna di questo vino, quando la marchesa Giulia Falletti e l’enologo francese Louis Oudart trasformarono un vino locale dolce e frizzante nel rosso secco e longevo che il mondo conosce oggi.
Il WiMu, progettato dall’architetto di allestimenti François Confino, usa quello stesso castello per raccontare il vino come cultura più che come chimica: cinque piani scendono dal mito, dal rito e dal tempo atmosferico in cima fino a una cantina vera e propria alla base, con i vigneti del paese visibili dalle finestre a ogni livello. È meno una tappa di degustazione che un argomento sul perché il vino conti al di là del bicchiere.





