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Castello della Manta

La Sala Baronale di Castello della Manta, affrescata intorno al 1420 con i Nove Prodi in abiti borgognoni.

  • Saluzzo
  • Castello
Dove
Saluzzo
Da non perdere
Ciclo dei Nove Prodi
Tempo
1 h 15 min

I marchesi di Saluzzo trasformarono questa fortezza duecentesca in una residenza e, intorno al 1420, commissionarono il ciclo di affreschi della Sala Baronale che rende Castello della Manta una delle testimonianze più alte della pittura tardogotica a nord delle Alpi.

Un anonimo Maestro di Castello della Manta dipinse i Nove Prodi, tre eroi pagani, tre ebrei, tre cristiani, affiancati da nove eroine femminili, tutti vestiti secondo la moda sontuosa della corte borgognona anziché in costume antico, ispirandosi a un poema del marchese Tommaso III di Saluzzo intitolato Le Chevalier Errant. Una scena della fontana della giovinezza riempie la parete opposta, con bagnanti che si spogliano della vecchiaia per corpi nuovi. Intorno al 1560 un successivo conte della Manta aggiunse la Sala delle Grottesche. Il FAI, il Fondo Ambiente Italiano, gestisce il castello e il suo giardino dal 1986.

Quattro cose da non perdere

Se non vedete altro, vedete queste.

  1. I Nove Prodi e le Nove EroineMaster of Castello della Manta, c. 1420

    Ettore, Alessandro Magno e Cesare, Giosuè, Davide e Giuda Maccabeo, Artù, Carlo Magno e Goffredo di Buglione, ciascuno accoppiato a un’eroina, tutti con i preziosi abiti di una corte di gusto borgognone e non in costume antico. I volti sono probabilmente ritratti dei Saluzzo.Sala Baronale

  2. La Fontana della GiovinezzaMaster of Castello della Manta, c. 1420

    Dei bagnanti escono dalla vasca lasciando la vecchiaia per corpi nuovi: uno dei pochissimi dipinti profani medievali di questo tema giunti fino a noi.Parete opposta della Sala Baronale

  3. La Sala delle GrottescheCommissioned by Michele Antonio della Manta, c. 1560

    Un soffitto manierista di stucchi, grottesche, rovine antiche e architetture rinascimentali: un’atmosfera del tutto diversa dalla sala gotica.Appartamento di rappresentanza

  4. Gli affreschi dell’abside della chiesa del castelloLate Gothic, same period as the Baronial Hall

    Scene della vita di Cristo nell’abside, dipinte nello stesso periodo della grande sala.Chiesa di Santa Maria al Castello, annessa al castello

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Tutto quello che serve prima di partire.

Prenotazione
Senza prenotazione
Tempo necessario
1 h 15 min
Momento migliore
Le mattine feriali, quando la Sala Baronale è abbastanza tranquilla per osservare i volti
Come arrivare
Nel borgo di Manta, a circa 3 km a sud di Saluzzo e 55 km da Torino; non c’è il treno, quindi conviene arrivare in auto o con l’autobus locale da Saluzzo.

Gli iscritti FAI entrano gratis; verificate su fondoambiente.it la tariffa aggiornata per i non iscritti e i giorni di chiusura stagionale.

Osservate da vicino il quarto prode cristiano, Goffredo di Buglione: si pensa che il suo volto sia un autoritratto del pittore anonimo.

Da sapere

Quanto tempo serve per visitare il Castello della Manta?

Circa un’ora e un quarto. La Sala Baronale merita uno sguardo lento, perché ogni figura ha un volto e un abito diversi. Aggiungete un po’ di tempo per la chiesa e il giardino.

Vale la pena visitare il Castello della Manta?

Sì. Conserva uno dei migliori cicli di pittura di corte tardogotica a nord delle Alpi, e il FAI cura bene castello e giardino. È una gemma nascosta del Piemonte che molti visitatori delle Langhe e del Cuneese perdono.

Si possono vedere in un giorno il Castello della Manta e Saluzzo?

Sì, sono vicini. Il centro medievale di Saluzzo occupa il resto della giornata, e Manta è una breve deviazione a sud. Non c’è la ferrovia fino a Manta, quindi andate in auto o con l’autobus locale da Saluzzo.

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