Venti cappelle salgono la collina boscosa sopra Orta, costruite tra il 1591 e la fine del Settecento perché i pellegrini potessero ripercorrere la vita di San Francesco d’Assisi senza lasciare il Piemonte.
In ognuna, statue in terracotta a grandezza naturale mettono in scena un episodio: il santo che predica agli uccelli, che rinuncia ai beni del padre, che riceve le stimmate alla Verna, il tutto sotto cieli affrescati da pittori locali nell’arco di due secoli. Il sentiero tra una cappella e l’altra si apre continuamente sul Lago d’Orta e sull’Isola di San Giulio più in basso, uno dei motivi per cui l’UNESCO ha inserito questo Sacro Monte, uno dei nove che punteggiano Piemonte e Lombardia, nella lista del Patrimonio dell’Umanità nel 2003. L’ultima cappella e la chiesa di San Nicolao coronano la collina; la discesa verso il lungolago di Orta richiede circa venti minuti senza fretta.





