La leggenda vuole che Giulio, evangelizzatore del IV secolo, abbia attraversato il lago fino a questo isolotto sul proprio mantello per liberarlo da serpenti e draghi prima di fondarvi una cappella, e una basilica romanica sostituì le chiese precedenti sullo stesso luogo entro il XII secolo.
Un edificio adibito a seminario negli anni Quaranta dell’Ottocento, costruito sulle rovine di un castello medievale, ospita dal 1976 una comunità benedettina di clausura, per cui il convento resta inaccessibile ai visitatori. L’unica via che circonda l’isola, larga appena quanto basta per incrociarsi in due, è segnalata come Via del Silenzio, con lapidi di pietra che portano brevi pensieri sul silenzio anziché nomi di strada. Poche famiglie vi abitano ancora tutto l’anno tra le case per lo più stagionali, e l’intero anello si percorre a piedi in circa venti minuti.





