Mille anni di arte valdostana si concentrano attorno al chiostro romanico del priorato di Sant’Orso ad Aosta, dove trentasette dei cinquantadue capitelli marmorei originali sopravvivono, scolpiti con scene bibliche e bestie grottesche e ricoperti in passato da una vernice traslucida mista a cenere che li ha scuriti nel loro attuale colore bronzeo.
Il vescovo Anselmo I ricostruì la chiesa su una fondazione paleocristiana tra il 994 e il 1026, e i secoli successivi aggiunsero volte gotiche e un campanile di 44 metri la cui campana maggiore, fusa in Francia nel 1589 e pesante quasi 2.800 chilogrammi, resta la più grande della Valle d’Aosta. Rari affreschi ottoniani, dipinti prima della ricostruzione romanica, sopravvivono nascosti nel sottotetto sopra le volte della navata, raggiungibili solo con visite guidate specifiche.





