Dietro una facciata neoclassica terminata nel 1848, la cattedrale di Aosta nasconde uno degli interni più stratificati delle Alpi. Una bottega attiva attorno alla metà dell’XI secolo affrescò la navata per la diocesi; i dipinti scomparvero sotto i rimaneggiamenti successivi e furono riscoperti solo nel 1979, aperti ai visitatori nel 2000, e oggi si vedono salendo nel sottotetto sopra il soffitto attuale.
Il pavimento del coro conserva due mosaici di epoche diverse: un Ciclo dei Mesi della fine del XII secolo, che mostra Cristo signore del tempo circondato dalle dodici fatiche dell’anno, e un mosaico degli inizi del XIII secolo con animali reali e fantastici. Un museo del tesoro separato, aperto nei pomeriggi del fine settimana, custodisce un reliquiario di San Grato, manoscritti miniati e le tombe monumentali scolpite per la chiesa dallo scultore Stefano Mossettaz. L’edificio è monumento nazionale dal 1940.





