Nel 1087 un gruppo di marinai baresi si intrufolò a Myra, nell’attuale Turchia, e trafugò le ossa di san Nicola, il vescovo del IV secolo che ispirò la figura di Babbo Natale, anticipando i rivali veneziani che miravano allo stesso bottino.
La città costruì questa basilica per custodirlo, e la sua facciata austera, quasi una fortezza, insieme all’interno a tre navate, divenne il modello del romanico pugliese diffuso in tutta la regione. Sotto l’altare maggiore, la cripta conserva le reliquie del santo in un’urna marmorea; un liquido chiaro, chiamato manna, viene ancora estratto dalla tomba ogni maggio ed è considerato dai pellegrini dotato di proprietà curative. La cripta resta uno dei rari luoghi in Italia dove il clero cattolico e quello ortodosso celebrano insieme, eredità del culto che san Nicola gode in entrambe le tradizioni.
Fonti e citazioni (3)
- Basilica di San NicolaLa traslazione delle reliquie di San NicolaTraslazioneLeggi la fonte
- Arcidiocesi di Bari-BitontoStoria — Pontificia Basilica San NicolaStoriaLeggi la fonte
- Basilica di San NicolaLa criptaIntroduzione alla criptaLeggi la fonte





