Alberobello ammassa circa millecinquecento trulli imbiancati a calce e dal tetto conico sulle sue due colline, un’intera tradizione edilizia vernacolare nata in parte dall’elusione fiscale feudale: i signori locali imponevano ai coloni di costruire a secco, facilmente demolibile, anziché con la malta, presumibilmente perché l’insediamento potesse essere smontato in fretta ogni volta che arrivavano gli esattori del re per la stima.
Il quartiere Rione Monti custodisce la concentrazione più alta, con i suoi vicoli oggi costeggiati da negozi più che da case coloniche, mentre il più tranquillo Rione Aia Piccola conserva meglio l’atmosfera residenziale originale. Simboli dipinti su molti coni dei tetti, alcuni cristiani, altri più antichi e vicini alla magia popolare, coprono ogni possibile scaramanzia che una famiglia potesse desiderare, e l’intero quartiere ottenne lo status UNESCO nel 1996.
Fonti e citazioni (1)
- UNESCO World Heritage CentreThe Trulli of Alberobello, 787Scheda del bene e Valore Universale EccezionaleLeggi la fonte





