La Via Appia iniziò nel 312 a.C. sotto il censore Appio Claudio Cieco, che nello stesso anno costruì anche il primo acquedotto di Roma, e in origine correva diretta da Roma a Capua, prima che estensioni successive la portassero fino al porto di Brindisi sull’Adriatico, guadagnandole il soprannome di Regina Viarum.
Lunghi tratti vicino a Roma conservano ancora il basolato originale, consumato dai solchi di duemila anni di ruote di carri, e passano accanto a pini marittimi, archi di acquedotti in rovina e gli ingressi delle catacombe cristiane, tra cui San Callisto e Domitilla, dove i primi romani seppellivano i defunti fuori dal confine sacro della città. Poiché la strada sopravvive come proprietà UNESCO seriale e non come un unico museo a cielo aperto, i tratti differiscono enormemente per stato di conservazione e accesso: alcuni, vicino al Parco Regionale dell’Appia Antica, sono chiusi alle auto e ideali per la bicicletta, mentre altri restano strade ordinarie e trafficate, quindi ogni visita va pianificata tratto per tratto e non come un’unica passeggiata continua.

Fonti e citazioni (1)
- UNESCO World Heritage CentreVia Appia. Regina ViarumProperty identity and criteriaLeggi la fonte














