Le Terme di Caracalla furono inaugurate nel 216 d.C. e potevano accogliere circa milleseicento bagnanti alla volta. Il guscio in laterizio che ci resta è ancora enorme: le grandi volte sovrastano tutto ciò che le circonda, e sotto il pavimento corre una rete di gallerie, circa due chilometri, dove si vedono ancora le fornaci, i canali dell’acqua e i cunicoli di servizio che tenevano caldo il complesso.
Laggiù si trova anche uno dei più grandi mitrei conosciuti. Marmi, mosaici e statue riempivano le sale; l’Ercole Farnese proviene da qui. In estate le rovine diventano il palcoscenico dell’opera all’aperto di Roma, con le arie che salgono nello scheletro di mattoni: un uso adatto a un edificio pensato per le folle.











