Un pontile in pietra scolpita del 1189, tra i più antichi e completi d’Italia, divide ancora la navata di questa abbazia romanico-gotica sulle colline sopra Albugnano. I canonici regolari la costruirono su un sito che la leggenda lega a Carlo Magno, e già agli inizi del Duecento la facciata sfoggiava le due file di arcate cieche e il rosone che la definiscono ancora oggi.
I capitelli del chiostro mescolano scene bibliche a bestie grottesche, e affreschi del Trecento corrono lungo le pareti sopra di essi. Soppressa in epoca napoleonica e poi abbandonata, l’abbazia è stata restaurata nel corso del Novecento ed è passata alla gestione statale nel 2014; oggi ospita una mostra permanente nella sala capitolare e conserva un piccolo frutteto in stile medievale dietro il chiostro, parte della rete Transromanica dei siti romanici d’Europa.





