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Carciofo Brindisino IGP

Il Carciofo Brindisino IGP è un carciofo fresco dell’ecotipo locale, raccolto a mano in otto comuni della provincia di Brindisi.

Tutela
IGP
Regione
Puglia
Caratteristiche
Capolini cilindrici; brattee verdi e violette
Raccolta
1 novembre–30 maggio

Un carciofo con un indirizzo brindisino

Il capolino cilindrico è il primo indizio; l’ecotipo locale e la zona di coltivazione ne completano l’identità.

Il Carciofo Brindisino si riconosce dalle brattee esterne verdi, spesso sfumate di violetto, e dal capolino cilindrico, mediamente compatto. Il disciplinare descrive un ricettacolo carnoso e basi delle brattee tenere e sapide. Sono particolari da osservare quando volete conoscere il prodotto oltre il nome tutelato.

Il legame con la campagna circostante passa anche dalle persone. Il disciplinare ricorda le tecniche di coltivazione tramandate fra generazioni, insieme ai suoli costieri e al clima mediterraneo. Un capolino fresco nasce da questa combinazione, non soltanto dalla sua forma.

Raccolto e lavorato vicino ai campi

La raccolta avviene a mano, tagliando il gambo a una lunghezza non superiore a 10 cm. Il periodo previsto va dal 1 novembre al 30 maggio. Il condizionamento deve avvenire negli stessi otto comuni della coltivazione, per limitare i danni a un prodotto deperibile.

Le operazioni possono comprendere l’accorciamento del gambo, la spuntatura e la rimozione delle brattee esterne più fibrose. Preparano il carciofo all’utilizzo senza cambiarne la varietà.

Otto comuni della Puglia

L’area tutelata comprende Brindisi, Cellino San Marco, Mesagne, San Donaci, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, San Vito dei Normanni e Carovigno, tutti in provincia di Brindisi. Il disciplinare lega la coltura al clima mediterraneo locale e ai terreni costieri sabbiosi e calcarei.

Puglia

Da provare in cucina

Cuocete i capolini mondati in umido con olio e prezzemolo. La forma cilindrica si presta al confronto con quella tonda del carciofo romanesco.

Riconoscere il nome tutelato

Se cercate il prodotto di questa origine, scegliete il nome completo «Carciofo Brindisino» con l’indicazione IGP. La sola somiglianza del nome o della varietà non ne attesta la provenienza tutelata.

Domande utili

Il Carciofo Brindisino è sempre senza spine?

Non necessariamente. Il disciplinare ammette brattee esterne senza spine o, talvolta, con una piccola spina. Il capolino cilindrico e le brattee verdi e violette sono indizi più utili di un’affermazione assoluta sull’assenza di spine.

Qual è il periodo di raccolta previsto?

La raccolta prevista inizia il 1 novembre e termina il 30 maggio dell’anno successivo.

Qualsiasi carciofo coltivato a Brindisi può essere IGP?

No. Occorrono l’ecotipo locale Brindisino, la zona di produzione delimitata e il rispetto del disciplinare. La sola provenienza non basta.

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