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Carciofo Romanesco del Lazio IGP

Il Carciofo Romanesco del Lazio IGP è un carciofo tondo e senza spine delle cultivar Castellammare e Campagnano, proveniente da una zona delimitata del Lazio.

Tutela
IGP
Regione
Lazio
Caratteristiche
Capolini tondi e compatti, senza spine
Raccolta
Gennaio–maggio

Formati ed ecotipi

Castellammare

Maturazione
Precoce, da gennaio

Campagnano

Maturazione
Tardiva, marzo–aprile

Il carciofo tondo del Lazio

Il capolino sferico e compatto e le brattee arrotondate senza spine disegnano il profilo del romanesco.

Il carciofo romanesco tutelato comprende le cultivar Castellammare e Campagnano e i relativi cloni. Entrambe hanno capolini tondi e compatti, ma seguono calendari produttivi diversi: Castellammare comincia prima, mentre Campagnano entra in produzione più avanti, in primavera. È una distinzione da conoscere se seguite la coltura nel corso della stagione.

Il disciplinare descrive un prodotto radicato nella cultura gastronomica laziale e ricorda le feste di Ladispoli, Campagnano e Sezze. Il nome identifica un prodotto agricolo delimitato; le celebrazioni locali ne raccontano anche il posto nella cucina della regione.

Una raccolta eseguita a mano

L’impianto avviene fra agosto e ottobre. La raccolta è manuale e scalare: comincia a gennaio e può proseguire fino a maggio. Le diverse cultivar non entrano in produzione nello stesso momento.

Il disciplinare distingue i capolini principali più grandi, detti cimaroli, da quelli di primo e secondo ordine. Per la vendita allo stato fresco, i cimaroli devono avere un diametro minimo di 10 cm; i capolini di primo e secondo ordine di almeno 7 cm.

Oltre la città di Roma

La zona tutelata comprende comuni individuati nelle province di Viterbo, Roma e Latina, fra cui Tarquinia, Ladispoli, Campagnano, Sezze e Pontinia. È un’origine laziale con confini precisi, non un’etichetta per qualsiasi carciofo tondo.

Lazio

Da provare in cucina

Brasate i capolini mondati con prezzemolo e olio d’oliva. Le due cultivar ammesse hanno ritmi di raccolta diversi: le produzioni precoci e tardive possono mostrare fasi differenti della stagione.

Riconoscere il nome tutelato

Se cercate il prodotto di questa origine, scegliete il nome completo «Carciofo Romanesco del Lazio» con l’indicazione IGP. La sola somiglianza del nome o della varietà non ne attesta la provenienza tutelata.

Domande utili

Il romanesco è sempre violetto?

No. Il prodotto fresco previsto dal disciplinare può avere un colore dal verde al violetto. Anche la forma tonda e il capolino compatto fanno parte della sua identità.

Che cos’è un cimarolo?

È il capolino principale della pianta. Il disciplinare richiede almeno 10 cm di diametro per i cimaroli venduti freschi, contro i 7 cm dei capolini di primo e secondo ordine.

Le due cultivar arrivano insieme?

No. Castellammare è descritta come precoce, con inizio a gennaio; Campagnano è tardiva, con inizio a marzo–aprile.

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