Il nome significa semplicemente "al di là del Tevere", e il quartiere si è sentito un luogo a parte da Roma fin dall’antichità: territorio etrusco che i romani chiamavano Ripa Etrusca prima di conquistarlo soprattutto per controllare entrambe le rive del fiume, poi zona popolata fin da subito da marinai, pescatori e comunità immigrate di siriani ed ebrei piuttosto che dall’élite politica al di là dell’acqua.
Augusto lo inglobò in città come Regio XIV nella sua riorganizzazione, ma Trastevere mantenne un carattere proprio e, per secoli, ospitò la comunità ebraica più antica di Roma. Quell’identità più libera e popolare sopravvive nelle facciate color ocra, nei vicoli ricoperti d’edera e nella pianta irregolare delle strade, in contrasto con il centro più monumentale al di là del fiume. Nel suo cuore, la Basilica di Santa Maria in Trastevere, una delle chiese più antiche di Roma, risplende di mosaici dorati duecenteschi e trecenteschi, e la piazza di fronte si riempie ogni sera di residenti, studenti e visitatori che si accomodano per la più lunga cena di Roma.











