Le autorità cittadine di Macerata commissionarono questa arena neoclassica nel 1820 per ospitare il pallone col bracciale, un gioco veloce con guanto e palla un tempo popolare nelle Marche quanto lo è oggi il calcio; i lavori, diretti dall’architetto Ireneo Aleandri, si conclusero nel 1829.
Il muro di fondo lungo cento metri, pensato solo per fermare la palla, si rivelò capace di trasmettere il suono con una chiarezza sorprendente, e verso la metà del Novecento l’arena era diventata un teatro d’opera per tre mesi l’anno in estate. Lo Sferisterio Opera Festival, attivo qui dal 1967, mette in scena produzioni intere all’aperto proprio contro quel muro, attirando registi e scenografie che ne sfruttano le dimensioni invece di contrastarle. Fuori dalla stagione lirica, l’arena resta visitabile di giorno: valgono la visita anche vuote le gradinate in pietra e il muro stesso, con la vista sul centro storico di Macerata dalle file più alte.





