Gli Elimi, popolazione indigena della Sicilia, eressero questo tempio dorico intorno al 420 a.C. e lo lasciarono incompiuto: le colonne non furono mai scanalate, i bozzi da sollevamento restano ancora sui blocchi di base, e non furono mai costruiti cella, tetto o altare, probabilmente perché scoppiò la guerra con la rivale Selinunte.
Sorge isolato sulla collina, e proprio quell’incompiutezza è parte di ciò che lo rende sorprendente: non c’è altro che trentasei colonne e le colline alle sue spalle. Una strada ripida sale il Monte Barbaro fino a un teatro ellenistico scavato nel pendio intorno al III secolo a.C., le cui gradinate curve inquadrano una vista che scende dritta fino al golfo di Castellammare. Gli Elimi non erano greci, anche se la città si ellenizzò presto. Segesta rimase abitata fino al periodo normanno, prima di essere abbandonata entro il XIII secolo.
Fonti e citazioni (2)
- Parco archeologico di Segesta, Regione SicilianaIl ParcoArea urbana e descrizione del tempioLeggi la fonte
- Regione SicilianaServizio – Parco archeologico di SegestaCompetenze e siti dipendentiLeggi la fonte





