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Scavi di Pompei

La città romana sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C., le sue strade, case e affreschi conservati per secoli sotto la cenere.

  • Pompei
  • Sito archeologico
Dove
Via Villa dei Misteri, Pompei
Da non perdere
L’eruzione del 79 d.C.
Tempo
3 h 30 min
Biglietti
Da 18 €
Verificato a settembre 2026

Pompei è la città romana che l’eruzione del Vesuvio seppellì sotto cenere e lapilli in un giorno d’agosto del 79 d.C., uccidendo chi era rimasto e, di fatto, congelando un’intera città a metà della sua vita quotidiana.

Il parco archeologico del Ministero della Cultura copre 66 ettari, di cui circa 50 scavati: strade lastricate segnate dai solchi dei carri, panifici con i forni ancora intatti, il Foro, due teatri, un anfiteatro più antico del Colosseo, e case che conservano ancora affreschi e mosaici. I calchi in gesso ricavati dai vuoti lasciati nella cenere fissano per sempre le posture di persone e animali nell’istante della morte. Gli scavi borbonici trovarono il sito nel 1748 e da allora si continua a scavare, studiare e discutere: quasi ogni stagione riporta alla luce nuovi ambienti.

Il Foro e il Vesuvio: La piazza principale della città, con il vulcano che la seppellì a riempire l’orizzonte dietro il Tempio di Giove.
La piazza principale della città, con il vulcano che la seppellì a riempire l’orizzonte dietro il Tempio di Giove.

Un’intera città, non una sola rovina

Pompei va letta anzitutto come città archeologica. Nel suo tessuto sopravvissuto ci sono strade, case, botteghe, il Foro con gli edifici pubblici, aree sacre, complessi termali, due teatri e l’anfiteatro.1,2

Proprio questa ampiezza rende il luogo così ricco. Spazi domestici, commerciali, religiosi, civici e di spettacolo formano un unico sistema urbano, ma differiscono per funzione, data, decorazione e stato di conservazione: nessuna villa, affresco o calco può rappresentare il tutto.1

Le dimensioni dipendono da dove si traccia il confine. L’area archeologica è di 66 ettari, con circa 50 ettari scavati includendo le aree suburbane, mentre la sola città scavata ne copre 44. Sono due confini diversi per la stessa vasta città da percorrere a piedi.1,2

Una città sepolta nel 79 d.C.

Pompei fu sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., soprattutto da spessi strati di cenere e lapilli. Proprio cenere e lapilli spiegano l’eccezionale conservazione del tessuto urbano.1

La conservazione non è mai stata perfetta. Ciò che si vede nasce da seppellimento, secoli di scavo e cura continua, e alcune aree restano non scavate o in studio. Un sito di questa scala richiede manutenzione costante: i muri esposti restano vulnerabili, perché drenaggi, coperture e altre infrastrutture antiche sono ricostituibili solo in parte.2

Strade, case e Foro

Gran parte del valore di Pompei sta nella continuità delle sue prove. Una strada lastricata collega botteghe, abitazioni, edifici pubblici e il movimento di una città vivace: per questo camminare lungo la griglia urbana insegna più che saltare da una stanza celebre all’altra.1

Le strade pavimentate di Pompei ed Ercolano sono fiancheggiate da notevoli edifici residenziali e commerciali. La casa ad atrio è un tipo rivolto verso l’interno e centrato sul cortile, poi ampliato con colonne, portici e ambienti più rappresentativi sotto influssi ellenistici.2

Il Foro è il cuore civico della città, con il Capitolium, la Basilica e i templi che lo circondano.2,1

Case, botteghe e graffiti

Le case di Pompei conservano relazioni spaziali: strada, ingresso, atrio, cortile, sala di rappresentanza, ambienti di servizio e giardino si possono spesso ancora leggere insieme. L’architettura dice come era organizzata una casa, non chi vi abitava, lavorava o era ridotto in schiavitù.2

I graffiti aggiungono una voce umana. Slogan politici legati a un’elezione attesa al momento dell’eruzione convivono con scritte più personali e spesso ingiuriose: i muri diventano un archivio di espressione pubblica e privata.2

Alcune case sono diventate il simbolo dell’intera idea. La Casa del Fauno e la Casa dei Casti Amanti sono dimore eccezionali, e la Casa del Chirurgo è un buon esempio della più antica casa ad atrio. Appena fuori le mura, la Villa dei Misteri deve il nome alle pitture del triclinio che raffigurano i riti di iniziazione del culto di Dioniso.2

La riscoperta di Pompei

La seconda vita della città come archeologia iniziò in età borbonica. I ritrovamenti presso Civita riportarono lì l’attenzione degli scavi il 23 marzo 1748; soltanto nel 1763 i resti furono riconosciuti come l’antica Pompei, dopo una prima identificazione con Stabia.3

Gli scavi in Regio V, avviati con il Grande Progetto Pompei, facevano parte di un programma più ampio per stabilizzare i fronti di scavo, gestire il drenaggio del suolo e attenuare le pressioni idrogeologiche sui muri antichi, con lo studio delle terre provenienti da campagne precedenti.3

Quelle terre contano perché gli scavatori tra Ottocento e primo Novecento scartavano frammenti ritenuti poco interessanti. Oggi conservazione, scavo e analisi specialistiche, dalla vulcanologia alla paleobotanica, dall’antropologia all’archeozoologia, procedono insieme: ciò che è scavato, ciò che non lo è e ciò che le tecniche precedenti hanno alterato fanno tutti parte della storia.3

Parte di un bene UNESCO

Pompei fa parte del bene UNESCO seriale Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, iscritto nel 1997 secondo i criteri (iii), (iv) e (v). Il bene riunisce le antiche città di Pompei ed Ercolano, la Villa dei Misteri a ovest di Pompei, la Villa dei Papiri a ovest di Ercolano e le ville di Torre Annunziata.2

I criteri riconoscono prove eccezionali della vita urbana, architettonica, decorativa e quotidiana romana e degli insediamenti urbani e suburbani al momento dell’eruzione del 79 d.C. Ercolano e le ville di Torre Annunziata sono compagne di Pompei, non sue parti.2

Come leggere il sito

Si comincia chiedendosi che tipo di prova si ha davanti: strada, area pubblica, terme, teatro, anfiteatro, casa, bottega o giardino. Poi si guarda ciò che le sta accanto. Le visite migliori nascono dal notare come funzioni vicine si incastrino, non dalla corsa fra i punti celebri.1

Calchi, pitture, graffiti, impianti idrici, oggetti e giardini sono categorie diverse di prova, ciascuna con la propria storia di ritrovamento ed esposizione. I calchi conservano sia resti scheletrici sia tracce della pratica archeologica ottocentesca e novecentesca: non sono una finestra trasparente su un ultimo istante umano.2

Ingressi, percorsi e accessibilità sono gestiti dal Parco e cambiano nel tempo: prima di partire consultate le pagine ufficiali del Parco dedicate ai visitatori.2

Fonti e citazioni (3)
  1. Ministero della CulturaParco archeologico di Pompei – Area archeologica di PompeiDescrizione del sitoLeggi la fonte
  2. UNESCO World Heritage CentreArchaeological Areas of Pompei, Herculaneum and Torre AnnunziataDescription (read via web.archive.org snapshot; unesco.org returns 403)Leggi la fonte
  3. Pompeii Archaeological ParkNew excavations in Regio VStoria degli scaviLeggi la fonte

Da vicino

La Casa del Fauno: La più grande casa privata di Pompei: un pavimento a disegni circonda l’impluvio e il fauno danzante che le ha dato il nome.
La Casa del FaunoLa più grande casa privata di Pompei: un pavimento a disegni circonda l’impluvio e il fauno danzante che le ha dato il nome.
Solchi nella pietra: Guardate in basso, il basolato: i solchi sono le ruote dei carri e i blocchi rialzati servivano ad attraversare la strada.
Solchi nella pietraGuardate in basso, il basolato: i solchi sono le ruote dei carri e i blocchi rialzati servivano ad attraversare la strada.
L’anfiteatro: Uno dei più antichi anfiteatri romani in pietra giunti fino a noi, costruito ben prima del Colosseo, con le gradinate ancora ben leggibili.
L’anfiteatroUno dei più antichi anfiteatri romani in pietra giunti fino a noi, costruito ben prima del Colosseo, con le gradinate ancora ben leggibili.

Cinque cose da non perdere

Se non vedete altro, vedete queste.

  1. Villa dei Misteri

    Una sala percorsa da un fregio dionisiaco a grandezza naturale su fondo rosso cupo, tra le pitture romane meglio conservate al mondo.Appena fuori dalle mura, oltre Porta Ercolano

  2. Casa del Fauno

    La più grande casa privata della città, battezzata dal fauno danzante in bronzo; il celebre Mosaico di Alessandro è oggi a Napoli, ma i pavimenti a mosaico e le dimensioni lasciano senza parole.Via della Fortuna, nella parte centro-settentrionale

  3. Orto dei Fuggiaschi

    Calchi in gesso di vittime colte in fuga, ottenuti versando il gesso nei vuoti lasciati nella cenere: il luogo più toccante di Pompei.Angolo sud-orientale degli scavi, vicino all’anfiteatro

  4. Lupanare

    Il più noto bordello della città antica, piccolo, con letti di pietra e pieno di graffiti e scene dipinte esplicite.Vicino alle Terme del Foro, nel cuore della città

  5. Anfiteatro

    Uno dei più antichi anfiteatri romani in pietra giunti fino a noi, costruito ben prima del Colosseo, con le gradinate ancora leggibili.Angolo sud-orientale degli scavi

Pianifica la visita

Tutto quello che serve prima di partire.

Biglietti
Da 18 €
Prenotazione
Prenotate prima
Tempo necessario
3 h 30 min
Momento migliore
Al primo ingresso del mattino, oppure nelle ultime due ore prima della chiusura, per evitare caldo e comitive.
Come arrivare
Si arriva in treno con la Circumvesuviana da Napoli fino a Pompei Scavi-Villa dei Misteri, che ferma proprio davanti all’ingresso principale; in auto si esce dall’A3 a Pompei Ovest e si usano i parcheggi a pagamento nelle vicinanze.
Accessibilità
Un percorso accessibile segnalato tocca i monumenti principali su rampe e fondo solido, con sedie a rotelle disponibili in prestito all’ingresso, anche se molte vie laterali restano sull’acciottolato originale irregolare.

18 € solo per Pompei; un biglietto cumulativo con Ercolano, Oplontis e Stabia costa circa 22 €. Vale un tetto giornaliero di 20.000 visitatori. Gratis la prima domenica del mese. I biglietti si vendono solo su vivaticket.com e sono nominali, non cedibili. Aggiornato a settembre 2026. I prezzi cambiano: controllate il sito ufficiale prima di andare.

Evitate la ressa al Foro appena entrati e puntate subito su Villa dei Misteri e sul Lupanare, tornando indietro dopo: il sito si svuota prima ai margini.

Via Villa dei Misteri, 2, 80045 Pompei NA, Italia

Visite da prenotare

Le visite che prenoteremmo noi, per ottenere di più dalla vostra visita.

Prenotando da questi link Italia Magnifica può ricevere una commissione, senza costi per te.

    • Viator
    • 2 h
    • 5,0★ · 445 recensioni
    • Viator
    • 2 h 30 min
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    • Viator
    • 8 h
    • 5,0★ · 78 recensioni

Prima di prenotare

Quanto tempo serve per visitare Pompei?

Alla maggior parte dei visitatori servono tre o quattro ore per le tappe principali: il Foro, le terme, un paio di grandi case, il Lupanare e l’anfiteatro. Gli appassionati di storia riempiono facilmente una giornata intera, e d’estate è meglio una lunga mattina che un pomeriggio di corsa sotto il sole.

Bisogna prenotare Pompei?

Sì, in alta stagione acquistate prima un biglietto con fascia oraria: il sito ufficiale limita gli ingressi e le code ai cancelli possono essere lunghe. Mattina e tardo pomeriggio sono più fresche e meno affollate, e all’interno c’è pochissima ombra.

Si possono vedere Pompei ed Ercolano in un giorno?

Sì, partendo presto: Ercolano è più piccola e richiede circa due ore, ed entrambe sono sulla linea Circumvesuviana da Napoli. Visitate prima il sito più grande, quando siete freschi, e lasciate il Vesuvio a un altro giorno.

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