Ostia era il porto di Roma, e quando il Tevere cambiò corso e il mare si ritirò fu sepolta e dimenticata senza essere distrutta, così la vita quotidiana è arrivata fino a noi strada per strada: i forni con le macine, la taverna con il bancone dipinto, i palazzi a più piani che sembrano sorprendentemente moderni.
Nel Piazzale delle Corporazioni i mosaici in bianco e nero davanti agli uffici pubblicizzano le compagnie di navigazione che lavoravano qui, con gli elefanti per l’Africa e le misure per il grano. Il teatro accoglie ancora il pubblico e il museo custodisce le sculture trovate sul posto. Tra pini e prati selvatici, è più tranquilla di Pompei e a un viaggio in treno da Roma.





