La Cappella Sansevero nacque nel 1593 come cappella funeraria privata della famiglia di Sangro, ma Raimondo di Sangro, eccentrico settimo principe, scienziato oltre che massone, la ricostruì negli anni Quaranta del Settecento in un unico programma artistico e filosofico completato entro il 1766.
Il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, del 1753, domina la sala: una figura marmorea avvolta in un sudario, anch’esso di marmo, così sottile da sembrare che il corpo respiri sotto di esso, scolpito da un unico blocco nonostante secoli di leggende su Raimondo che avrebbe trasformato un vero tessuto in pietra per alchimia. La Pudicizia di Antonio Corradini e il Disinganno di Francesco Queirolo lo affiancano con pari virtuosismo, mentre nella Cavea sotterranea sono esposte le cosiddette Macchine Anatomiche di Giuseppe Salerno, due scheletri con vasi resi in cera e filo, un’altra leggenda sanseveriana ormai smentita dagli storici.
Fonti e citazioni (5)
- Museo Cappella SanseveroHistory of the ChapelStoriaLeggi la fonte
- Museo Cappella SanseveroVeiled ChristStatuaLeggi la fonte
- Museo Cappella SanseveroThe legend of the veilCorrezione della leggendaLeggi la fonte
- Museo Cappella SanseveroAnatomical MachinesMacchineLeggi la fonte
- UNESCO World Heritage CentreHistoric Centre of NaplesScheda del beneLeggi la fonte











