I veneziani la chiamano semplicemente la Piazza, perché è l’unica piazza della città ad avere diritto a questo nome; ovunque altrove si dice campo. Il doge Sebastiano Ziani le diede l’attuale impianto negli anni 1170, colmando un canale e spostando una chiesa per aprire lo spazio davanti alla Basilica di San Marco, i cui quattro cavalli di bronzo (depredati da Napoleone nel 1797 e restituiti nel 1815) dominano ancora il lato occidentale.
La Torre dell’Orologio risale al 1499, il Sansovino ridisegnò la Biblioteca Marciana negli anni 1530, e le lunghe ali porticate, le Procuratie Vecchie e Nuove, un tempo sede dei massimi magistrati della Repubblica, ospitano oggi caffè tra cui il Caffè Florian, aperto dal 1720. Bassa e vicina al livello del mare, la piazza si allaga durante l’acqua alta, quando passerelle sopraelevate compaiono nel giro di una notte e il selciato per un momento riflette le cupole della basilica.











