Il Senato veneziano fece voto di costruire questa chiesa nel 1630, nel pieno di un’epidemia di peste che avrebbe alla fine ucciso circa un terzo della popolazione cittadina, promettendo alla Vergine Maria un santuario in cambio della salvezza.
Baldassare Longhena, allora ancora sui vent’anni e allievo di Vincenzo Scamozzi, vinse l’incarico del progetto e trascorse il resto della sua carriera, decenni, a vederlo realizzato: un ampio ottagono coronato da una grande cupola e circondato da spettacolari contrafforti a voluta che ancorano visivamente l’intera struttura al suolo. Sorge sulla Punta della Dogana, lo stretto lembo di terra dove il Canal Grande incontra il Canale della Giudecca, il che la rende una delle prime cose che i visitatori vedono arrivando dalla laguna e uno degli skyline più fotografati di Venezia. Nella sacrestia sono appesi dipinti di Tiziano, e ogni 21 novembre la Festa della Salute manda ancora una processione lungo un ponte di barche fino alla porta della chiesa, esattamente come avviene da quando la peste si placò.











