Sotto l’altopiano fuori Tarquinia si estendono circa 6.000 sepolture etrusche, una necropoli che apre una finestra rara su come un popolo scomparso volle essere ricordato. Circa 200 camere, scavate dal VII secolo a.C.
fino all’epoca romana, furono dipinte con banchetti, danzatori, cacciatori e scene di lutto in colori ancora vividi dopo millenni sottoterra, tra cui la celebre Tomba dei Leopardi e la Tomba della Caccia e della Pesca. L’UNESCO ha inserito la necropoli insieme alla Banditaccia di Cerveteri nel 2004, riconoscendo negli affreschi una testimonianza unica della vita quotidiana etrusca, per quantità ineguagliata altrove. Molti dei reperti più belli qui rinvenuti si trovano oggi nel Museo Nazionale di Tarquinia, in paese, tappa naturale dopo la visita alle tombe.





