A metà del Cinquecento Vicino Orsini, nobile e uomo d’armi, trasformò una valle boscosa sotto il suo castello in un giardino nato per stupire più che per piacere. Figure gigantesche emergono dalla roccia, tra cui una bocca urlante scolpita con la scritta Ogni pensiero vola.
Poco più in là c’è una casa inclinata da far girare la testa. La tradizione lega l’impresa alla morte della moglie Giulia Farnese, ma il simbolismo è volutamente difficile da decifrare. Il bosco cadde nell’oblio per secoli, poi attirò Salvador Dalí e, negli anni Settanta, il restauro della famiglia Bettini. Da Viterbo o da Roma è una gita facile.





