Vulci fu una delle dodici città della lega etrusca, e dominò su Orbetello, Saturnia e Sovana nel suo apice del VI secolo a.C., prima che Roma ne spezzasse il potere presso il lago di Vadimone e ne imponesse la resa nel 280 a.C.
Dalle tombe di Vulci sono emersi più vasi attici che da qualsiasi altro sito antico, e tesori come gli affreschi della Tomba François e i corredi della Tomba Iside si trovano oggi a Roma e al British Museum. Il principe Luciano Bonaparte, proprietario del medievale Castello dell’Abbadia dal 1808, scavò personalmente gran parte di questi reperti. Oggi le rovine formano un selvaggio parco naturalistico-archeologico di 15 chilometri lungo il fiume Fiora, attraversato dal Ponte dell’Abbadia, un ponte etrusco-romano con un acquedotto incorporato negli archi, e imperniato sullo stesso castello, oggi museo che accoglie ancora nuovi ritrovamenti dalle tombe circostanti.





