I coloni greci fecero di Taranto la città più ricca della Magna Grecia, e il lavoro dei loro orafi riempie le vetrine di questo museo con una maestria mai più eguagliata: diademi, orecchini e collane in filo d’oro così sottile da sembrare tessuto anziché fuso.
Il museo occupa un ex convento, riaperto nel 2007 dopo sette anni di restauro a seguito della fondazione del 1887, e le sue sale attraversano i reperti preistorici fino a mosaici e sculture di epoca romana. Un atleta sepolto intorno al IV secolo a.C. è esposto così come fu ritrovato, con le anfore vinte nelle gare disposte accanto alle sue ossa. Lo Zeus di Ugento in bronzo, fuso intorno al 530 a.C., e il gruppo marmoreo di Orfeo e le Sirene, restituito dal Getty Museum, sono tra gli altri pezzi forti della collezione.
Fonti e citazioni (3)
- Museo Archeologico Nazionale di Taranto — MArTALa Storia del Museo Archeologico Nazionale di TarantoIntestazione istituzionaleLeggi la fonte
- Ministero della CulturaMuseo archeologico nazionale di Taranto — MArTAScheda luogoLeggi la fonte
- Museo Archeologico Nazionale di Taranto — MArTAPercorsi e CollezioniPercorsi delle collezioniLeggi la fonte





