Lavori stradali vicino a Isernia nel 1979 tagliarono di netto un accampamento di macellazione all’aperto di circa 600.000 anni fa, la più antica traccia significativa di presenza umana in tutta Italia, dove i primi ominidi avevano lavorato carcasse di bisonte, elefante e rinoceronte insieme a rudimentali strumenti di pietra.
Invece di scavare e rimuovere tutto, gli archeologi costruirono il museo direttamente sopra lo scavo, così ossa e utensili restano nella stessa argilla in cui furono lasciati cadere, visibili da passerelle sospese sopra la vera superficie di scavo. Un singolo dente di bambino, ritrovato tra i resti, rimane una delle poche tracce umane dirette in un sito fatto quasi interamente dagli animali che quelle persone mangiavano.





