Tre nobili di Benevento, Paldo, Tato e Taso, fondarono questo monastero nel 731 vicino alla sorgente del Volturno, e già agli inizi del IX secolo ospitava oltre trecento monaci, uno dei grandi centri benedettini dell’alto medioevo europeo.
I terremoti dell’848 e le incursioni saracene dell’881 devastarono la comunità, e una nuova chiesa abbaziale, consacrata da papa Pasquale II nel 1115, sorse a sostituire quanto era andato perduto. Gli scavi intorno alla Cripta di Epifanio hanno portato alla luce affreschi della metà del IX secolo, tra cui un’immagine dell’arcangelo Raffaele, dipinta prima che le incursioni distruggessero gran parte del monastero più antico. Bombardato di nuovo durante la Seconda guerra mondiale, il sito unisce oggi un convento attivo di monache benedettine, residenti dal 2016, a un’area archeologica aperta ai visitatori, assai meno frequentata di Montecassino più a sud.





