I monaci camaldolesi pregano a Fonte Avellana fin dall’anno 980 circa, in una piega del Monte Catria dove il silenzio sembra parte della costruzione stessa. San Pier Damiani vi arrivò come monaco nel 1035 e ne divenne poi priore, plasmando sia la regola austera della comunità sia il chiostro in pietra che si conserva ancora oggi.
Si racconta che Dante Alighieri vi abbia soggiornato durante l’esilio da Firenze, e che ne abbia tratto ispirazione per un eremo molto simile descritto nel Paradiso. Nel 1325 Fonte Avellana divenne abbazia, l’unica casa camaldolese mai elevata a questo rango, e Giovanni Paolo II ne celebrò il millenario con una visita nel 1982. I monaci custodiscono ancora l’antica farmacia che un tempo curava i pellegrini con rimedi erboristici, e un giardino botanico dedicato alle piante officinali del monastero è aperto ai visitatori dal 2007.





