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Palazzo dei Consoli

Il palazzo civico di Gubbio a picco sulla valle, custode delle Tavole Eugubine in lingua umbra antica.

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Tavole Eugubine
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Il palazzo civico di Gubbio si innalza per quasi cento metri dalla strada al campanile, costruito tra il 1332 e il 1349 dall’architetto Angelo da Orvieto su un’imponente piattaforma artificiale che gli permette di restare in piano contro il pendio della collina.

All’interno, l’ex cappella ospita le Tavole Eugubine, sette lastre di bronzo incise nella lingua umbra, un idioma precedente al latino che non sopravvive altrove con altrettanto dettaglio; gli studiosi le studiano ancora per ciò che rivelano su riti e diritto preromani. Il palazzo funge da museo civico di Gubbio dal 1909, con antichità romane, dipinti medievali, ceramiche e una gabbia di ferro un tempo usata per esporre pubblicamente i condannati. Dalla loggia rivolta verso la valle, lo sguardo corre a sud sui tetti fino agli Appennini.

Un palazzo costruito per l’autogoverno della città

Il Palazzo dei Consoli è il grande palazzo civico gotico di Gubbio, affacciato su piazza Grande in alto sul pendio della città vecchia. Nacque come sede del governo del Comune e pochi edifici umbri mostrano con tanta chiarezza l’ambizione di una città medievale.1

La storia comincia nel primo Trecento, quando Gubbio decise di sostituire l’antica sede pubblica con due nuovi palazzi e una vasta piazza pensile, nel punto d’incontro dei quattro quartieri storici. Il decreto risale al 1321-1322 e i lavori iniziarono nel 1332. L’edificio si chiamava in origine Palazzo del Popolo e l’architetto fu Angelo da Orvieto, il cui nome è inciso sul portale. Matteo di Giovannello, detto Gattapone, è documentato come geometra in una fase più avanzata.1

Fu pensato come una vera macchina di governo e la sua politica si legge ancora dal basso verso l’alto. Il Consiglio generale si riuniva nella grande Sala dell’Arengo, il Gonfaloniere e i Consoli lavoravano ai piani superiori e il Capitano del Popolo occupava il livello di piazza Grande.1

La facciata e la campana

Dalla piazza, grandi contrafforti dividono la facciata in tre campi verticali. Una scalea a ventaglio sale al portale principale, mentre finestre accoppiate, archetti ogivali, merli guelfi e una snella torre campanaria merlata spingono lo sguardo verso l’alto. Sul lato a valle un’ala più stretta termina con una loggia aerea, che ingloba in basso una rampa di collegamento incompiuta: vale la pena girare intorno al palazzo invece di fermarsi al fronte cerimoniale.2,3,1

Di stile gotico, il palazzo supera i sessanta metri con la torre, e per questo domina il profilo di Gubbio da tante angolazioni. Una loggia panoramica sfrutta tutta l’altezza.1

Conta anche la sua voce. Il Campanone, la grande campana, risale al 1769, pesa venti quintali ed è suonato dai campanari con i piedi: un dettaglio che dice molto di quanto la tradizione civica, a Gubbio, sia fisica.2

Dentro il Museo Civico

Dal 1909 il palazzo ospita il Museo Civico, le cui radici risalgono al 1456, quando il Comune acquisì le Tavole Eugubine. La raccolta si sviluppa oggi su cinque livelli dell’edificio, dalla preistoria al Novecento, e i secoli si attraversano passando per le sale stesse del palazzo.1,4

La prima sala da conoscere è la Sala dell’Arengo, grande salone voltato a botte che ospita un allestimento museale dal 1909. Pietre, iscrizioni, sculture e frammenti architettonici attingono a Iguvium romana, al teatro e a epoche successive, e il salone è uno dei posti migliori della città per sentire la scala del Comune medievale.5,4

La sezione archeologica va dal Paleolitico all’alto medioevo e comprende oggetti della città e del territorio, contesti domestici e pubblici, sculture e parti architettoniche legate al Teatro Romano, iscrizioni e monete.6,5

Le monete hanno un percorso coerente: aes grave umbro e moneta romana, un ripostiglio medievale ed emissioni della zecca di Gubbio in età ducale e pontificia. Insieme raccontano come cambiarono nei secoli denaro, autorità e politica in città.6

Le Tavole Eugubine

Le Tavole Eugubine sono il grande tesoro del museo. Sono sette lastre di bronzo scritte in lingua umbra antica con alfabeto sia etrusco sia latino, datate tra il III e il I secolo a.C. Conservano uno dei principali testi rituali dell’Italia antica e aprono una rara finestra sulla religione di Iguvium, l’antica città umbra sotto e attorno a Gubbio moderna.7

Furono ritrovate a metà Quattrocento presso il Teatro Romano e il Comune le acquisì nel 1456. Sono esposte nell’ex cappella del palazzo, dove sopravvivono affreschi trecenteschi.7,4

L’ambiente aggiunge un ulteriore livello. La cappella conserva una Maestà dei Consoli attribuita a Mello da Gubbio, così un testo di bronzo del mondo antico si legge sotto una devozione civica dipinta nel Medioevo. Le lastre sono molto più antiche del palazzo, ma l’edificio è la loro casa da molto tempo.7

Ceramiche, dipinti e collezioni lontane

Le ceramiche sono esposte nella Sala della Loggetta e in uno stretto passaggio di collegamento che il museo chiama corridoio segreto, così il percorso diventa parte dell’esperienza. La sezione segue la produzione locale dalla maiolica arcaica al Novecento, con particolare attenzione ai lustri rinascimentali di Gubbio e a Mastro Giorgio.8

Non tutto ciò che si vede fu prodotto a Gubbio. Vasi da farmacia e pezzi legati a Urbania, Venezia, Castelli, Deruta, Germania, Cina e Giappone allargano il racconto ben oltre una sola celebre bottega.8

La pinacoteca occupa cinque sale ricavate da spazi un tempo legati ai Consoli e al Gonfaloniere, e una sala porta ancora il nome tradizionale di Fons Arenghi. Gran parte della raccolta passò in mano civica dopo la soppressione degli enti religiosi, perciò molte opere furono dipinte per chiese e conventi prima di essere appese in un palazzo di governo.9

Due raccolte minori meritano una sosta. La collezione Vivian Gabriel riunisce più di cento oggetti di ambito tibetano, nepalese, indiano e cinese, donati all’inizio del Novecento. La collezione risorgimentale nacque nel 1936, fu riordinata nel palazzo nel 2007 e riunisce oggetti, materiali d’archivio e armi che mantengono viva la memoria dell’unità d’Italia.10,11

Dall’altra parte della piazza

Piazza Grande è un luogo distinto dal palazzo, una terrazza civica pensile che si apre verso la campagna, mentre Palazzo Pretorio sorge di fronte come edificio comunale gotico incompiuto. Nessuno dei due è una sala o un’ala del Palazzo dei Consoli, ma insieme formano uno degli insiemi urbani più scenografici dell’Italia centrale.12,2

Un altro edificio si confonde facilmente con il palazzo. Il celebre studiolo eugubino di Federico da Montefeltro apparteneva al Palazzo Ducale e non al Palazzo dei Consoli. La boiserie originale risale a circa il 1478-1482 e si trova oggi al Metropolitan Museum of Art di New York.13

Nel 2009 una replica è stata sistemata nel Palazzo Ducale di Gubbio, così l’effetto dello studiolo si può ancora vedere in città, ma a un indirizzo diverso da quello dei Consoli.14,13

Prima di partire, conviene consultare il sito ufficiale del museo per le modalità di apertura aggiornate.14,13

Fonti e citazioni (14)
  1. Museo Civico di Palazzo dei ConsoliStoriaStoria page (fetched 2026-09-30): decree 1321-1322, start 1332, Palazzo del Popolo, Angelo da Orvieto architect and portal inscription, Gattapone surveyor at a later stageLeggi la fonte
  2. Comune di GubbioMuseo Civico Palazzo dei ConsoliFacade, fan stair, tower, valley wing, loggia, unfinished ramp and CampanoneLeggi la fonte
  3. Umbria TourismPalazzo dei ConsoliFacade, windows, battlements and towerLeggi la fonte
  4. Museo Civico di Palazzo dei ConsoliCollezioniCollection hierarchy, 1456 and 1909 milestonesLeggi la fonte
  5. Museo Civico di Palazzo dei ConsoliSala dell'ArengoRoom architecture, 1909 installation and displayed material classesLeggi la fonte
  6. Museo Civico di Palazzo dei ConsoliSezione archeologicaChronological range, room themes, theatre and numismatic materialLeggi la fonte
  7. Museo Civico di Palazzo dei ConsoliTavole EugubineSeven bronze tablets, Umbrian language, two alphabets and date rangeLeggi la fonte
  8. Museo Civico di Palazzo dei ConsoliSezione ceramicheSezione ceramiche page: Sala della Loggetta, passage, apothecary jars, other production centresLeggi la fonte
  9. Museo Civico di Palazzo dei ConsoliArt GalleryArt Gallery page: five rooms, Fons Arenghi, suppressionsLeggi la fonte
  10. Museo Civico di Palazzo dei ConsoliCollezione orientaleCollezione orientale pageLeggi la fonte
  11. Museo Civico di Palazzo dei ConsoliCollezione risorgimentaleCollezione risorgimentale pageLeggi la fonte
  12. Umbria TourismPiazza Grande - GubbioSuspended-square history and distinct Palazzo Pretorio descriptionLeggi la fonte
  13. The Metropolitan Museum of ArtStudiolo from the Ducal Palace in GubbioMet Museum record: studiolo from the Ducal Palace, about 1478-82Leggi la fonte
  14. Musei Nazionali di PerugiaPalazzo Ducale di GubbioReplica installed at Palazzo Ducale in 2009; Wayback 20260618 snapshotLeggi la fonte

Cinque opere da non perdere

Se non vedete altro, vedete queste.

  1. Le Tavole eugubineUmbrian priests, about 3rd to 1st century BC

    Sette tavole di bronzo in alfabeto umbro e latino, acquistate dalla città nel 1456. Descrivono rituali e sono la migliore finestra sulla lingua umbra preromana.Ex cappella, sezione archeologica

  2. La sala dell’ArengoGothic, built between 1332 and 1349

    Un’ampia sala con volta a botte dove un tempo si riunivano i cittadini. Oggi ospita lapidi e marmi romani e medievali.Al livello della piazza, dietro il portale gotico

  3. La gabbia di ferroMedieval

    Un tempo serviva a esporre ladri e malfattori alla berlina, un buon promemoria di come funzionava la giustizia civica.Sulla facciata verso Piazza Grande

  4. La Crocifissione del Maestro della Croce di Gubbio13th century, tempera on panel

    La pinacoteca civica è piccola e raccolta, con questa tavola del Duecento e un tondo trecentesco con la Madonna e il Bambino.Pinacoteca, piano superiore

  5. Le ceramiche a lustro di Maestro GiorgioGiorgio Andreoli, 1500

    Due piatti del maestro eugubino della tecnica a lustro, la brillante vernice metallica per cui Gubbio è famosa.Sala delle ceramiche nella loggetta

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Tempo necessario
1 ora
Momento migliore
Una mattina limpida, per la luce migliore sulla vista degli Appennini dalla loggia
Come arrivare
Sulla centrale Piazza Grande di Gubbio, raggiungibile a piedi da ogni punto del piccolo centro storico; il parcheggio più vicino è sotto la piazza, con ascensore per salire.
Accessibilità
Un ascensore collega il parcheggio inferiore a Piazza Grande, ma le scale interne del palazzo non sono prive di gradini.

Leggete con attenzione il pannello delle Tavole Eugubine prima di proseguire: è il documento più importante per capire l’Italia centrale preromana, facile da oltrepassare senza accorgersene.

Da sapere

Quanto tempo serve per visitare il Palazzo dei Consoli a Gubbio?

Circa un’ora. Le Tavole eugubine, la grande sala dell’Arengo e la pinacoteca sono compatte, e la vista dalla loggia verso l’Appennino è un buon punto di sosta. Aggiungete tempo se amate la ceramica.

Vale la pena visitare il Palazzo dei Consoli?

Sì. È uno dei palazzi pubblici più imponenti d’Italia e custodisce le Tavole eugubine, il più ampio testo superstite in lingua umbra. Anche se i musei non fanno per voi, il palazzo stesso, sospeso sul pendio, merita la visita.

Dove si entra nel Palazzo dei Consoli?

Da Piazza Grande, la piazza pensile sulla terrazza del palazzo stesso, nel centro di Gubbio. La città è in salita, ma la piazza è piana, e il parcheggio sottostante ha un ascensore fino alla piazza.

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