Pietro Angelerio, futuro papa Celestino V, si stabilì per la prima volta su questo sperone roccioso sopra Sulmona intorno al 1239, attratto da una vita eremitica sul Monte Morrone anni prima che la storia lo raggiungesse.
Lo fece, in modo spettacolare, nel 1294, quando il re Carlo II d’Angiò salì di persona sulla montagna per annunciare all’eremita la sua elezione a papa, un episodio ancora ricordato all’eremo. Il pontificato di Celestino durò appena quattro mesi prima dell’abdicazione, l’unico papa della storia medievale a dimettersi volontariamente, e tornò brevemente alla vita monastica prima che il suo successore, Bonifacio VIII, lo facesse imprigionare a Fumone, dove morì nel 1296. L’eremo che lo formò sopravvive con affreschi quattrocenteschi, un soffitto ligneo originale e una chiesa a volta a botte, raggiungibile solo con un sentiero ripido dalla frazione di Badia.





