San Liberatore sorge nella valle dell’Alento, ai piedi della Majella, all’interno del parco nazionale. La leggenda ne lega la fondazione a Carlo Magno, e una prima ricostruzione è attribuita al monaco benedettino Teobaldo intorno al 1007.
La chiesa attuale fu ricostruita dal 1080 sotto Desiderio di Montecassino, in stile lombardo-romanico: facciata bianca, campanile quadrato e impianto basilicale a tre navate divise da sette arcate a tutto sesto. All’interno cercate il pavimento geometrico a mosaico del 1200 circa nella navata, l’ambone con rilievi del XII secolo e gli affreschi dell’abside, tra cui un ritratto cinquecentesco di Teobaldo. Il restauro del 1967-1971 la salvò dopo secoli di degrado.





