Ludovico II, discendente di Carlo Magno, fondo l’abbazia nell’871 dopo aver promesso una chiesa a San Clemente mentre era prigioniero a Benevento. I Saraceni la devastarono nel X secolo e i Normanni di nuovo nell’XI; i monaci benedettini la ricostruirono tra la riconsacrazione del 1105 e la campagna di lavori dell’abate Leonate, alla fine del XII secolo.
Le porte bronzee della facciata, fuse nel 1191, mostrano ancora 72 formelle con croci, abati e i quattordici castelli che l’abbazia un tempo controllava nella valle del Pescara. I terremoti hanno continuato a colpirla: nel 1349, nel 1456, e più di recente nel 2009, quando il sisma dell’Aquila ha chiuso la chiesa fino alla riapertura dopo il restauro, nell’aprile 2011. Isolata in aperta campagna sopra il fiume Pescara, l’abbazia sembra meno una tappa turistica e più un monumento che continua semplicemente a ricostruirsi.





