Sotto l’ordinato centro collinare di Fermo si nasconde un monumento di tutt’altro genere: trenta ambienti interconnessi, per circa 2.200 metri quadrati, che immagazzinavano l’approvvigionamento idrico della città romana e arrivano oggi fino a noi in condizioni quasi perfette.
Costruite in epoca augustea, le sale voltate raccolgono ancora pochi centimetri di acqua piovana sul pavimento, che rimanda al soffitto la luce delle lampade dei visitatori e trasforma una semplice visita ingegneristica in qualcosa di più vicino a un’installazione luminosa. Le cisterne si visitano con visita guidata, e la temperatura fresca e costante sottoterra è un sollievo nell’estate marchigiana.





