La cattedrale di Atri nasconde il Rinascimento discreto d’Abruzzo. Consacrata nel 1223 sopra un’antica cisterna romana, la chiesa sfoggia un portale gotico scolpito da Mastro Rainaldo e un campanile di 56 metri completato da Antonio da Lodi nel Quattrocento.
Il vero tesoro vi attende dietro l’altare, dove Andrea De Litio trascorse anni ad affrescare il coro con le storie della Vergine e di Cristo, dipinte con abiti e gesti del suo tempo affinché chiunque, anche chi non sapeva leggere, potesse seguire il racconto. Uno dei portali meridionali funge da Porta Santa, aperta solo il 15 agosto. Sotto, l’antica cisterna romana conserva ancora l’aria fresca di una cripta, e oltre le mura le creste d’argilla dei calanchi si distendono verso l’Adriatico.





