Il poeta dell’eccesso iniziò, con tutt’altro che promettenti premesse, in questa sobria casa borghese di Corso Manthone, nella vecchia Pescara, dove nacque nel 1863. Nove stanze sono allestite più o meno come le lasciò la famiglia d’Annunzio, con i manoscritti del poeta, ritratti e mobili d’infanzia, oltre alla culla in cui fu cullato da bambino.
Il governo di Mussolini dichiarò la casa monumento nazionale nel 1927, su sollecitazione dello stesso d’Annunzio, ed è così che sopravvisse al bombardamento alleato del 1943 che rase al suolo gran parte del quartiere circostante: oggi la casa resta praticamente sola in un quartiere ricostruito, un unico fossile della Pescara prebellica.





